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Verso le Comunali a Palermo: Miceli al lavoro, centrodestra bloccato

Piazza Pretoria e sullo sfondo Palazzo delle Aquile

Mentre Franco Miceli lavora al documento rivolto ai partiti con cui scioglierà la riserva sulla candidatura a sindaco di Palermo in vista delle Amministrative, e i suoi sostenitori si organizzano e avviano la campagna elettorale, dall’altra parte, nel centrodestra, la partita è bloccata, la guerra interna a Forza Italia e il mancato movimento di posizioni su Nello Musumeci ricandidato alla presidenza della Regione hanno come conseguenza che tutti i partiti hanno piazzato il loro candidato e da lì non si schiodano.

Centrosinistra

Il messaggio di Miceli sarà chiaro: autonomia e libertà nelle scelte. Non vuole, l’architetto, rimanere intrappolato in quella palude fatta di tatticismi propria della politica. Venerdì sera ha anche avuto una cordiale telefonata con l’ex premier a 5 stelle Giuseppe Conte (in attesa di essere ribattezzato presidente del movimento dopo l’inciampo del ricorso a Napoli), ma soltanto per un atto di cortesia dopo l’incontro di Miceli con Enrico Letta. Il segretario del Pd ieri a Roma, nel corso di una manifestazione, ha detto che a giugno «dobbiamo vincere le elezioni comunali a Palermo».

I sostenitori di Miceli cercano comunque di portarsi avanti, anche se ufficialmente ancora il fischio di inizio manca. Ad avvio di settimana si risolverà anche quest'ultimo nodo e probabilmente si terrà una conferenza stampa alla presenza dei suoi sponsor.

Segnali di impazienza non ne mancano nel centrosinistra, in particolare da parte di coloro che immediatamente vorrebbero mettersi in gioco e cominciare a lavorare. Valentina Chinnici e Massimo Giaconia, del gruppo Avanti insieme, chiedono un'accelerazione della riunione di coalizione per il tavolo guidato da Miceli. Giaconia e Chinnici chiedono un «programma chiaro e condiviso, che sia promosso da personalità competenti e qualificate, reali punti di riferimento per le comunità e per i territori».

Si muovono anche le donne democratiche a sostegno del presidente dell'Ordine degli architetti. Al quale chiedono «uno sguardo di genere nella stesura del programma per la città e che tale sguardo parta proprio dalla pianificazione degli spazi urbani di cui come è noto egli è grande esperto. L’abbattimento delle barriere sociali - si legge in una nota a firma di Adriana Palmeri, portavoce della conferenza delle donne dem - è fondamentale soprattutto nelle periferie, spazi in cui le donne sono ancora marginalizzate geograficamente e socialmente. La parità e l’inclusione sono obiettivi ancora da raggiungere e le buone pratiche per farlo rientrano tra i doveri di tutte e tutti».

Comincia ufficialmente domani la campagna di comunicazione di Sinistra civica ecologista, al fianco di Miceli all’insegna dell’unità della sinistra palermitana. Lavoro, ambiente e diritti dei cittadini: è questa la sintesi delle richieste della componente politica di sinistra al candidato. «I palermitani e le palermitane hanno il diritto ad avere servizi all’altezza di una grande metropoli - è scritto in una nota - a partire da trasporti pubblici moderni ed efficienti; il diritto al lavoro che va creato rafforzando la vocazione turistica della città e il diritto a vivere in un ambiente sano, con le strade pulite, il mare non più inquinato, con quartieri più verdi e realmente a misura di donne, uomini e bambini».

E Paolo Petralia, assessore uscente, iscritto al Pd, lancia una proposta a coloro che «per mesi sono stati protagonisti della discussione e il dibattito pre-elettorale». Secondo Petralia, «ora è bene che quei protagonismi diventino, con impegno e responsabilità, dei percorsi di leadership, ognuno nel suo partito/gruppo di riferimento, abbandonando personalismi che non portano da nessuna parte». Come a dire, fermiamo le macchine e ripartiamo con impegno in prima persona di coloro che all’inizio hanno animato il panorama politico.

Il centrodestra

A destra, si diceva, bocce ferme. Le posizioni si sono cristallizzate attorno al braccio di ferro sulla prossima candidatura alla presidenza della Regione. Con il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché che è ostile alla ricandidatura di Musumeci e lavora per lanciare Nino Minardo, segretario regionale della Lega. Ma questo comporta che Fratelli d’Italia si irrigidisca sempre di più e si stringa attorno a Carolina Varchi, che va avanti e domani presenzia a un’iniziativa pubblica all’Hotel delle Palme. I salviniani non tirano indietro Francesco Scoma, gli autonomisti non hanno mai messo in discussione la corsa di Totò Lentini e c’è un rinculo di Forza Italia su Francesco Cascio, che era pronto già ieri a ufficializzare la sua corsa per Palazzo delle Aquile, ma ha dovuto rimandare, perché Micciché sta tentando di ricostruire una forma di unità. Ieri ha avuto un colloquio con Ignazio La Russa, il quale avrebbe ribadito che i meloniani hanno a cuore la coesione del centrodestra. Per questo ha chiesto ancora qualche giorno di tempo prima di tirare la somme. Il risultato è che almeno questa settimana passerà senza una decisione univoca.

Tessono la loro tela Fabrizio Ferrandelli, che ha già presentato una lista, e Roberto Lagalla, l’ex rettore che ha annunciato di andare avanti anche in presenza della candidatura di Cascio. La posizione più enigmatica rimane quella di Davide Faraone.

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