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Vive al Nord e segue il Palermo: "Fermato solo da un problema di salute, a Padova ci sarò"

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Lo sport è passione, sempre. Il calcio è gioia. Ma il Palermo, in questo momento, per molti, è ragione di vita. Per crederci, chiedere ad Andrea Palazzo, che vive a Bassano del Grappa, in Veneto, e ha raccontato la sua storia, le sue esperienze e le sue sensazioni in vista della finale contro il Padova. Il 12 giugno, i rosanero di mister Baldini si giocheranno la serie B in uno stadio che ribolle già di passione. A volte, non serve essere presenti fisicamente, basta esserci col cuore. E il tifoso in questione ha dovuto saltare tutte le trasferte dei playoff per problemi di salute.

Ma adesso, tornato in forma, non vede l'ora di essere all'Euganeo di Padova per sostenere il rosa e il nero: "Ho avuto un problema di salute e il 2 maggio sono stato ricoverato in ospedale, a Bassano del Grappa. La gara di Trieste l'ho seguita dal lettino di un ospedale. Per me è stata una sofferenza doppia. Tutti i miei amici del gruppo 'Rosanero Unnegghiè', di cui faccio parte, erano allo stadio e io non stavo più nella pelle".

Andrea ha poi raccontato un aneddoto sull'episodio del gol di Floriano: "Quando ha segnato ho esultato come un pazzo in camera e gli altri pazienti mi chiedevano quale partita stessi seguendo. La convalescenza - ha aggiunto - mi ha costretto a guardare tutte le altre sfide in tv. Ma ora sono pronto per Padova, il biglietto l'ho già fatto". Un tifoso speciale, che ama senza condizione e va oltre l'ostacolo. Adesso è guarito ed è pronto a sostenere il Palermo per l'andata della finale playoff.

Andrea Palazzo ha poi raccontato le sue più belle trasferte, aggiungendo aneddoti particolari e divertenti: "Era l'11 dicembre del 1983 e i rosanero erano in Serie B. Il Palermo segnò all'ultimo minuto con gol di De Biasi su assist di Maio. Il pallone mi colpì in testa, ero con mio padre e molti si misero a ridere. Mio padre era lì per me, lui il calcio non lo segue molto. Un signore dietro di me disse 'ora segniamo' e così fu. Fu una sensazione incredibile. Quell'azione la ricordo perfettamente, nel giro di 10 secondi si avverò ciò che un tifoso aveva detto".

Poi l'esperienza magnifica della finale di Coppa Italia contro l'Inter, che per i tifosi palermitani rappresenta una sorta di "cimelio" storico, nonostante la sconfitta. Andrea c'era, anche lì. Viaggi, treni, lunghi sonni in aeroporto: "La trasferta che ricordo con malinconia è stata sicuramente la finale di Coppa Italia. Ero a Bassano del Grappa, ho dormito a Venezia in aeroporto. È stato un massacro fisico ma ne è valsa la pena. C'era una macchia rosa nel cielo all'Olimpico. Ero già stato a Roma ai tempi di Montella, nella gara che finì 1-1 con gol di Grosso. Ma tornando alla finalissima, c'era la canzone di Jovanotti prima della partita. Non so se riusciremo mai a rivivere un'emozione del genere. È stato indescrivibile. Sono stato anche ad Ascoli, quando segnò Di Napoli all'ultimo minuto. Era l'anno di Sonetti. E poi 15 giorni dopo mi feci Lecce-Palermo. Qui eravamo in un pulmino, tante ore di viaggio, un vento scirocco e la consapevolezza di dover tornare a casa dopo una pesante sconfitta; finì 3-0".

Ma questo è il passato, adesso c'è un'altra finale da giocare. Un altro presente, forse ancora più bello: "Il 12 giugno ci sarà, se possibile, ancora più entusiasmo rispetto al passato, perché questa finale era inaspettata. Penso che nessuno, anche il più ottimista tra i tifosi, si poteva aspettare un risultato del genere. Basti pensare che siamo passati da 4.000 tifosi a 35.000. Sarà una settimana di passione e di calore, che coinvolgerà tutta quanta la città. Ci sarà anche chi non segue il calcio".

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