TRIBUNALE FIGC

Palermo in serie C. La Lega conferma le date dei play-off e annulla i play-out: ricorso al Tar

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La sentenza è arrivata. Palermo retrocesso all’ultimo posto della classifica del campionato di serie B appena concluso e quindi in serie C. E’ questa la sentenza del tribunale federale nazionale della Figc sull'illecito amministrativo contestato dalla Procura alla società siciliana. Il tribunale ha invece dichiarato inammissibile il deferimento nei confronti dell’ex presidente Zamparini

Accolte anche le richieste della Procura per Giovanni Giammarva, all’epoca presidente del Palermo, e Anastasio Morosi, a cui è stata inflitta un’inibizione rispettivamente di due e cinque anni. Inammissibile, invece, il deferimento nei confronti dell’ex patron Maurizio Zamparini.

Il black monday del Palermo non finisce con la retrocessione in serie C sancita al momento dal Tribunale federale nazionale. La Lega di B ha, infatti, clamorosamente non rinviato i playoff. Il Consiglio direttivo della Lega, dopo la sentenza Palermo al TFN, ha deliberato quindi all’unanimità “di renderla immediatamente esecutiva e di procedere con le partite dei playoff”, senza rinvii e seguendo il calendario già programmato. Ratificate anche le 4 retrocessioni, senza disputa dei playout, ovvero Padova, Carpi, Palermo e Foggia in serie C.

Una decisione particolare, il consiglio della Lega decide quindi di non aspettare il secondo grado di giudizio e ha già provveduto ad escludere il Palermo. Il caos, dopo il grande bluff della B a 19 squadre, un’altra decisione che lascia “perplessi” e che conferma l’amarezza per tutti i tifosi del Palermo che speravano invece nell’appello per ribaltare tutto. Ma non è così, i playoff si giocheranno e si inizierà già in settimana.  Insomma, il Consiglio direttivo della lega cadetta, davanti alla prospettiva di dover gestire un altro momento complesso dopo il terremotato avvio di stagione, ha tagliato la testa al toro

Il comunicato: “Il Consiglio direttivo della Lega Nazionale Professionisti Serie B, riunito in data odierna, vista la sentenza pubblicata il 13 maggio 2019 del Tribunale Federale Nazionale, immediatamente esecutiva, relativa all’U.S. Città di Palermo, ha deliberato all’unanimità di procedere con le partite dei playoff con le date già programmate lo scorso 29 aprile. In conformità al suddetto dispositivo procede al completamento delle retrocessioni, di cui tre già avvenute sul campo in data 11 maggio 2019 (Foggia, Padova, Carpi) e la quarta (Palermo) decisa dalla Giustizia sportiva”. Il Palermo, intanto, e’ pronto a presentare ricorso d'urgenza al Tar del Lazio contro l'iniziativa del Consiglio direttivo della Lega di Serie B che ha deciso di rendere esecutiva la sentenza del Tfn sul deferimento richiesto dalla Procura Federale.

COSÌ CAMBIA LA CLASSIFICA DI SERIE B

Duro, durissimo, quello che si legge nel comunicato che ha di fatto sancito la retrocessione del Palermo. "Il Collegio - si legge nel dispositivo - ritiene che il quadro emerso dalle vicende sopra descritte appare in tutta la sua gravità, idoneo a porre in evidenza il compimento di una sistematica attività volta ad eludere i principi di sana gestione finanziaria e volta a rappresentare in maniera non fedele alla realtà lo stato di salute della società deferita".

E ancora: "A fronte di tali circostanze, è derivato il compimento di attività chiaramente elusive, idonee a non fotografare la reale situazione della società, proseguite ininterrottamente dal 2015 al 2018 e aventi il loro apice relativamente al bilancio al 30 giugno 2016 le cui alterazioni, per quanto risulta dagli atti oggetto del giudizio, hanno consentito di conseguire l’iscrizione al campionato di calcio 2017/2018. A fronte, pertanto, delle riconosciute responsabilità degli odierni deferiti ed in ragione della gravità degli illeciti, il Tribunale ritiene di accogliere le richieste formulate dalla Procura Federale".

Il collegio presieduto da Cesare Mastrocola si è pronunciato in merito alle accuse di falso in bilancio su quattro esercizi. La richiesta del procuratore federale Pecoraro era appunto quella del Palermo in ultima posizione e dunque Serie C.

Per l’ex patron Zamparini e per l’allora presidente del Collegio sindacale Morosi erano stati chiesti cinque anni di inibizione e la preclusione da incarichi federali, per l'ex presidente Giammarva due anni di inibizione.

Il Palermo rispondeva di responsabilità oggettiva e diretta dei capi di incolpazione elencati nel deferimento del procuratore Pecoraro e dell'aggiunto Chiné, con un'accusa di illecito amministrativo legata all'operazione Mepal-Alyssa. La Procura federale aveva contestato infatti la fittizietà della plusvalenza realizzata tramite la cessione del marchio, sul filone dell'inchiesta già condotta dalla Procura di Palermo.

Entro due giorni le parti (tra cui il Benevento, ammesso come terzo interessato) potranno fare ricorso in Corte d'appello, con un altro giudizio atteso in una decina di giorni.

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Intanto il presidente Alessandro Albanese a Gds.it annuncia ricorso: “Stiamo preparando già l’appello, ci vuole almeno un giorno per leggere tutta la sentenza e quindi preparare l’appello. Non ce lo aspettavamo ma ribadisco la mia fiducia e la nostra serenità. Ci sentiamo nel giusto ancora più di prima”.

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