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La strage sul lavoro a Casteldaccia durante un intervento alla rete fognaria: cinque morti, un sesto è gravissimo NOMI VIDEO

Era in corso la manutenzione all'impianto di sollevamento delle acque reflue dell'Amap, quattro i sopravvissuti

Tragico incidente sul lavoro a Casteldaccia. Sono rimasti coinvolti gli operai che stavano effettuando alcuni lavori di manutenzione nell'impianto di sollevamento di acqua reflue dell'Amap sulla statale 113: in cinque hanno perso la vita. Sarebbero rimasti intrappolati nella vasca di depurazione. L'intervento era stato affidato all'Amap e a una ditta esterna.

Ad un certo punto alcuni di loro hanno cominciato ad accusare malori, verosimilmente a causa di una intossicazione da idrogeno solforato che provoca irritazioni alle vie respiratorie e soffocamento. Uno di loro, rimasto all'esterno, ha lanciato l'allarme non vedendo tornare indietro i colleghi. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 e le squadre dei vigili del fuoco dei distaccamenti di Brancaccio e Termini Imerese, con il supporto della squadra speleo alpino fluviale, dei sommozzatori e del nucleo Nbcr.

Un sesto operaio, in condizioni disperate, è stato trasportato in ospedale con l'elisoccorso, un altro è invece rimasto illeso. Sul posto, oltre alla polizia, anche i tecnici dello Spresal.

I nomi delle vittime e i sopravvissuti

Questi i nomi delle cinque vittime: Epifanio Alsazia, 71 anni, di partinico, che dovrebbe essere il contitolare della ditta Quadrifoglio; Giuseppe Miraglia, 47 anni, era di San Cipirello, Roberto Raneri, 50enne di Alcamo, Ignazio Giordano, di 59 anni, anche lui di Partinico, e Giuseppe La Barbera, 28 anni di Palermo. Quattro gli operai sopravvissut. Un operaio della società Quadrifoglio group è ricoverato in ospedale in terapia intensiva al Policlinico di Palermo: Domenico Viola, di 62 anni, di Partinico. Gli altri tre sono Giovanni D’Aleo, Giuseppe Scavuzzo, 39 anni e Paolo Sciortino, 35 anni. Il primo è stato portato al pronto soccorso del Policlinico, gli altri due al pronto soccorso di Termini Imerese. Le loro condizioni non destano preoccupazioni.

(Nella foto Ignazio Giordano, una delle vittime)

Tre delle vittime, svenute per le esalazioni all’interno delle vasche di sollevamento della rete fognaria e poi decedute a Casteldaccia sono state recuperate dai sommozzatori dei vigili del fuoco. Sei dei sette operai coinvolti lavoravano per una ditta che operava per conto dell’Amap, la municipalizzata che gestisce la rete idrica e fognaria a Palermo e in 53 comuni della provincia. La municipalizzata, a corto di personale, da anni ha ormai esternalizzato alcuni servizi e utilizza o operai di ditte private o lavoratori interinali in attesa di terminare le procedure di concorso per nuove assunzioni pendenti dal 2022.

«L'Amministrazione comunale di Casteldaccia esprime il proprio dolore per la tragedia che sta sconvolgendo la nostra comunità in questa triste giornata. Condoglianze alle famiglie degli operai deceduti». Lo si legge in un post su Facebook del Comune in provincia di Palermo.

Sul luogo della strage sul lavoro a Casteldaccia è appena arrivata l’assessore regionale al Lavoro Nuccia Albano. Sul posto anche il sindaco di Casteldaccia Giovanni Di Giacinto: «E' un’immane tragedia. Siamo sconvolti - dice il primo cittadino -. Cinque giovani che sono morti per un pezzo di pane. È inconcepibile».

Sul posto è nel frattempo arrivato il medico legale che eseguirà una prima ispezione cadaverica sui corpi delle cinque vittime. Sul luogo della tragedia anche alcuni parenti degli operai che hanno perso la vita.

«Se fossero state prese tutte le precauzioni del caso tutto questo non sarebbe successo». Lo ha detto il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Palermo
Girolamo Bentivoglio Fiandra che ha confermato che a uccidere le vittime sono state esalazioni di idrogeno solforato.

Gli agenti della squadra mobile che stanno indagando sulla strage si trovano in via Milano a Partinico nella sede della Quadrifoglio Group srl, la società dove lavoravano quattro degli operai morti. Si stanno acquisendo documenti e le informazioni sui dipendenti. Le indagini sono coordinate dalla procura di Termini Imerese.

«Siamo sgomenti per la gravità dell’incidente e vogliamo esprimere vicinanza e affetto alle famiglie degli operai che sono rimasti coinvolti nel tragico evento esterno alle nostre Cantine». Roberto Magnisi, direttore di Duca di Salaparuta, smentisce ogni collegamento a questa notizia: «Duca di Salaparuta e i Vini Corvo sono completamente estranee a quanto accaduto nel primo pomeriggio di oggi».

 

 

 

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