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DOPO IL SEQUESTRO

Giambruno: "Nel 2012 ho denunciato. Sono sereno e chiarirò ogni cosa"

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PALERMO. Lunedi' 13 aprile, alle 10, nei locali dell'Asp 6 in via Onorato 6, i veterinari dell'azienda sanitaria indagati dalla Digos della Questura di Palermo terranno una conferenza stampa.

"Risponderemo colpo su colpo alle accuse infamanti che ci sono state mosse - dice il segretario sindacale dei veterinari italiani Paolo Ingrassia - abbiamo piena fiducia nella magistratura, ma non tolleriamo la gogna mediatica che si è scatenata".

Alla conferenza stampa sarà presente il direttore del servizio veterinario a cui la procura ha sequestrato aziende, conti correnti a lui riconducibili. "Io nel 2012 ho denunciato gli investigatori della Digos che hanno condotto le indagini - dice Giambruno - un pm ha chiesto l'archiviazione, un gip ha disposto nuove indagini. Sono sereno e chiarirò ogni cosa".

Dopo il sequestro di conti correnti e società di Paolo Giambruno, direttore del dipartimento veterinario dell’Asp di Palermo sott’inchiesta per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di avere favorito esponenti di Cosa nostra, la Procura ha chiesto per il medico la sorveglianza speciale con l’obbligo di dimora.

I pm lo ritengono «pericoloso socialmente» e hanno avanzato al tribunale l’istanza per l’applicazione della misura di prevenzione personale. Adesso saranno i giudici a doversi pronunciare. Nel fascicolo dell’inchiesta, in cui figurano 29 indagati tra dipendenti pubblici, allevatori e imprenditori, con accuse che vanno dalla concussione al falso sino alla truffa e al commercio di cibi nocivi, un vasto capitolo è dedicato ai business tra Giambruno e Salvatore Cataldo, costruttore di Carini condannato per mafia.

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