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Tutino ama già Palermo: «Somiglia a Napoli, sogno di giocare in serie A con la maglia rosanero»

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Gennaro Tutino

«È stato moto facile per me venire qua, volevo andare via da Parma ed appena ho saputo di Palermo non ho esitato». Si presenta così Gennaro Tutino in conferenza stampa. L'attaccante, ha fatto il suo esordio contro il Bari, nel match vinto per 1-0.

«Penso che io sia stato fortunato perché sono riuscito a dare un piccolo contributo sul gol di Ivan. Felice per la vittoria contro una squadra forte come quella pugliese con il tempo che non era il massimo». Il 26enne ha poi raccontato della sua esperienza a Parma con un ex Palermo, Franco Vazquez, svelando un retroscena: «Franco mi ha raccontato molto, lui è innamorato di Palermo e me ne parlava tantissimo con emozione. Lui stava a Mondello, mi ha dato molte informazioni».

Ambizioni?: «Rispetto agli altri campionati, la classifica è molto diversa, molto corta. Ma il nostro obiettivo è di consolidare la posizione e salvarci, ad aprile e maggio vedremo». Tutino ha un passato nel Napoli, al fianco di grandissimi giocatori. «Allenarsi con campioni come Higuain ed Hamsik è stato incredibile per un giovane come me. Arrivare al loro livello è un sogno, sono degli esempi per tutti. Spero di seguire il loro esempio e spero di giocare in serie A con il Palermo».

La piazza è quella giusta, per un passionale napoletano come lui: «Mi piace questo calore, c’è molto entusiasmo. Non ero mai stato in città e mi sono sentito a casa, c’è molta somiglianza con Napoli, sono stato accolto benissimo. Voglio ripagare questa accoglienza sul campo. E poi sono tre giorni che mangio a Palermo ed ancora non ho pagato (ride ndr)». Tutino è convinto di poter dare un contributo importante: "Voglio fare tanti gol e assist. Accanto ho uno come Matteo, va bene lo stesso anche se segna lui, basta che si portano punti a casa. Con Corini - ha continuato l'attaccante - ci ho parlato, ma lui non ha fatto considerazioni sul mio ruolo in campo, mi ha solo parlato dell'aspetto mentale, che era ciò che più mi serviva. Ringrazio lui e anche il direttore Rinaudo».

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