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IL CAMMINO ROSANERO

Il Palermo ora in trasferta sa solo vincere: la svolta ad Avellino, ecco cosa è cambiato

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Il gol vittoria di Floriano a Padova (Foto di Tullio Puglia)

Ancora una prestazione maiuscola, di personalità e senza paura. Pressing e possesso, ripartenze e cinismo. Una gara coraggiosa che è terminata ancora una volta con un successo in trasferta del Palermo. E sono quattro, solo ai playoff.

Da brutto anatroccolo a cigno: si potrebbe sintetizzare così la metamorfosi della squadra di Baldini rispetto all'andamento che ha avuto lontano dal Barbera tra campionato e spareggi promozione. Quello che durante tutta la stagione, almeno fino alla trasferta di Avellino, era l’autentico tallone d'Achille dei rosanero adesso è diventato quasi per magia un autentico punto di forza che ha portato il Palermo con mezzo piede in serie B. Adesso il gradino più alto da salire, domenica sera al Barbera.

La squadra rosanero, nella regular season, ha costruito la sua classifica interamente al Barbera dove ha battuto record su record. Se non ha conteso la prima piazza al Bari è stato soltanto perché il rendimento lontano dalle mura amiche è stato spesso deficitario con sconfitte inaspettate quanto cocenti. Ed anche contro squadre di bassa classifica non sono riusciti a portare a casa il bottino pieno: il pareggio con la Paganese è soltanto l'ultimo esempio.

Poi, ad Avellino, la svolta: il Palermo è diventato bello e convincente soprattutto in trasferta, vincendole praticamente tutte: Avellino, Monopoli e Bari in campionato; Triestina, Entella, Feralpisalò e Padova ai play-off. Si cercheranno risposte e si cercherà di capire come sia stato possibile. Sicuramente una parte importante l'ha avuta la sfuriata di Baldini a Potenza. In quell’occasione il tecnico ha messo sul tavolo le sue idee, le sue convinzioni, le sue perplessità e un po’ di sua storia personale. Da quel momento ha cominciato a costruire un gruppo anche un po' più ristretto rispetto all’intera rosa, che ha portato il Palermo alle soglie della Serie B.

Insomma, una scossa mentale che ha fatto sì che la squadra prendesse possesso dei propri mezzi e iniziasse a giocare anche più libera mentalmente lontano dal Barbera. Però se lo si chiede a Baldini probabilmente dirà che la risposta sta anche nella sua grande fede, nel suo essere predestinato, in una magia già scritta, cose che il tecnico rosanero ribadisce da quando ha messo piede a Palermo. E chissà che non abbia ragione lui.

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