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Strage di Capaci, il capo della polizia a Palermo: "Ricordo bene il 23 maggio del 1992"

"Rivolgo un saluto alle autorità convenute e a tutti i presenti. Per la prima volta partecipo alle celebrazioni di questa giornata, che è simbolo di lotta per la legalità e ricordo di chi ha dato la vita per garantire al paese un futuro di giustizia e di libertà". Lo ha detto il capo della polizia il prefetto Lamberto Giannini alla caserma Lungaro dove è stata svelata la teca dove è conservata la Fiat Croma distrutta dall'esplosivo della mafia.

"La memoria è sempre viva. Ricordo come fosse ieri lo sconcerto alla sala operativa della questura di Roma dove all'epoca prestavo servizio quando arrivò la terribile notizia. - ha aggiunto - Dolore, rabbia, fortissima volontà di continuare a servire il paese più intensamente seguendo il luminoso esempio dei nostri martiri. Giovanni, Paolo, Francesca, Rocco, Vito, Antonio, Walter Eddie, Claudio, Emanuela, Vincenzo e Agostino continuano ad essere per noi l'esempio di ciò che significa vivere in nome di un principio nella più completa consapevolezza dei rischi che si corrono. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la seconda vita della Quarto Savona Quindici a partire da Tina Montinaro perché questa è la potenza del ricordo e la forza di chi si impegna a tenerlo sempre vivo, diffonde e plasma una memoria condivisa".

"Questa teca e questi anniversari che siano un momento di riflessione per rientrare nella corsa delle nostre giornate. Senza però la prospettiva offuscata dalla quotidianità, ma - ha osservato - con la visione limpida di quello che deve essere il nostro obiettivo, quello che deve essere il modo sereno di svolgere il nostro compito per assicurare giustizia e legalità".

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