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Palermo, al Comune lo spettro del dissesto: e Lagalla vola a Roma

Il sindaco Roberto Lagalla dopo la deposizione della corona d'alloro al monumento dedicato alle vittime della mafia (foto Fucarini)

Prima missione fuori porta del sindaco Lagalla. Destinazione, Roma. Indirizzi, piazza del Viminale e via XX Settembre. Obiettivo, evitare il dissesto. Una corsa contro il tempo. Letteralmente. Martedì, a partire dal primo pomeriggio, il primo cittadino avrà due fondamentali incontri. Il primo con la sottosegretaria alle Finanze, Laura Castelli, il secondo con i dirigenti del ministero degli Interni.

La questione è facile da spiegare e difficile da sbrogliare. Il Comune ha sostanzialmente bisogno per prima cosa di evitare la tagliola del 30 giugno, data in cui scade il termine per l’approvazione dei tributi locali e dei bilanci. «A legislazione invariata, in assenza del via libera al raddoppio dell’addizionale Irpef che porterebbe 60 milioni di euro in cassa, il documento finanziario per quella data non si potrà chiudere. A quel punto, già il 4 luglio (lunedì), il ragioniere generale, Paolo Basile, sarà obbligato dalla legge a scrivere una relazione all’organo di revisione conclamando il fatto che salta il piano di riequilibrio e il Comune tecnicamente va in dissesto. Con tutto ciò che ne consegue. Una proroga ministeriale entro fine settembre, ad esempio, darebbe respiro al neo sindaco che così avrà tempo anche per potere modificare il piano di riequilibrio predisposto da Orlando (ma prevede una maggiore tassazione che Lagalla in campagna elettorale ha escluso).

L’ideale, in questo quadro, sarebbe che l’ex rettore ora alla guida della città riuscisse a replicare l’erogazione di 70 milioni a fondo perduto che Palazzo delle Aquile ha avuto col decreto fiscale. Così da potere chiudere i bilanci 2021-2023 e anche quello 2022-2024 senza bisogno di aumentare tasse e in serenità potere ricontrattare un nuovo accordo con il governo. Questa volta su basi diverse. Un po’ come è accaduto per Napoli e Torino che hanno ottenuto stanziamenti molto consistenti (fra 800 milioni e un miliardo) e non come Palermo, che dovrebbe accontentarsi di 180 milioni.

La missione è impossibile? Forse sì. I tempi sono strettissimi. Ma i partiti della coalizione che lo sostengono sono anche al governo e hanno variamente e a più riprese garantito appoggi e sostegni in questo senso. I consiglieri di Lagalla, però, suggeriscono pane e pacienza. Al professore dicono che lui non ha nulla da temere da questa situazione che non ha creato e caso mai la dichiarazione di dissesto del Comune sicuramente non sarebbe attribuibile alle scelte di questa amministrazione, che peraltro ancora non esiste. Come non esiste ancora il nuovo Consiglio comunale. La commissione elettorale sta lavorando, sta verificando i conteggi e la proclamazione degli eletti non arriverà prima della seconda metà di luglio. Cinque anni fa, si votò sempre a metà giugno e si ebbe Sala delle Lapidi operativa l’8 agosto. Il Consiglio uscente è convocato per il 29 e il 30. All’ordine del giorno l’approvazione delle tariffe Tari, con un aumento di 4 milioni di euro. C’è anche la delibera sull’addizionale Irpef, ma non c’è una sola ragione perché l’aula, che l’ha già bocciato, in cui ci sono molti che non rientreranno, si debba cimentare su questo documento. Del resto, il sindaco ha anche spiegato ai suoi elettori che «non è giusto mettere le mani nelle tasche dei palermitani».

Dopodomani, intanto, parte la giostra dei partiti per indicare i nomi degli assessori che devono entrare in giunta. Forza Italia vorrebbe Rosi Pennino, Aristide Tamajo e Andrea Mineo, oltre alla presidenza del consiglio per Giulio Tantillo. Ma tre assessori sembrano troppi se gli azzurri puntano anche al vertice di Sala delle Lapidi. E poi c’ è anche il ruolo da dare a Francesco Cascio. In questo quadro a Fratelli d’Italia tocca la vicesindacatura, con Carolina Varchi o Giampiero Cannella (così non potrebbe candidarsi alle Regionali, ma alle nazionali). Solo che fra i meloniani c’è chi chiede di riaprire il dossier sulla presidenza del Consiglio. Ambirebbe al ruolo l’europarlamentare Giuseppe Milazzo, forte del fatto che ha eletto oltre a se stesso altri due consiglieri. Sul fronte assessori tecnici si struttura sempre più l’inquadramento di Maurizio Carta all’Urbanistica e Salvatore Ciancimino al Bilancio, entrambi docenti universitari, entrambi colleghi di cui Lagalla si fida molto. Domani, la Lega avrà il primo incontro con il sindaco mentre Fratelli d’Italia terrà una riunione interna per decidere con che nomi presentarsi.

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