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AMMINISTRATIVE 2022

Sindaco di Palermo, Cascio non ritira la candidatura: «Ipotesi fantasiosa». Ma si tratta ancora su Lagalla

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Francesco Cascio, Roberto Lagalla, Palermo, Politica
Da sinistra Francesco Cascio e Roberto Lagalla

Ore 20.30, Cascio frena sul ritiro

«Leggo ipotesi fantasiose di un ritiro della mia candidatura a sindaco di Palermo. Domani (1 maggio) ho in programma una serie di incontri dove sarò impegnato a spiegare la mia idea di città. Ringrazio ancora una volta la coalizione che continua a garantirmi il pieno appoggio. Se qualcuno confonde la mia disponibilità al confronto con il ritiro dalla campagna elettorale ha sbagliato strada». Lo ha detto il candidato a sindaco di Palermo di Forza Italia Francesco Cascio. Ciononostante, la trattativa per ricompattare il centrodestra sul nome dell'ex rettore Lagalla prosegue.

Ore 20.18, l'accordo su Lagalla si è bloccato

Brusca frenata tra i partiti che sostengono Francesco Cascio. L’accordo che sembrava a un passo per virare su Roberto Lagalla, si è bloccato di colpo. «Gli appelli di Cascio e Lagalla non ci lasciano indifferenti. La presenza della nostra coalizione politica è tesa a dare un buongoverno alla città di Palermo e ai suoi cittadini. Non nascondiamo le difficoltà che emergono dalle contrapposizioni in atto che possono essere ripensate solo attraverso un percorso lineare e chiaro. Ci incontreremo nelle prossime ore per fare una proposta che possa tenere conto delle ragioni che uniscono anziché quelle che dividono», dicono. «Noi siamo disponibili a confrontarci per l’unità del centrodestra a Palermo, ma ci vuole educazione. Non ci è piaciuto il comunicato che Lagalla ha fatto ai suoi, volevano usare la nostra apertura contro di noi. Ora faremo noi le nostre proposte, vediamo che succede». Così il leader di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè, a conclusione della riunione a Palazzo Reale con gli alleati di Ncl e Mna e Francesco Cascio, candidato sindaco a Palermo. Miccichè si riferirebbe a un messaggio che il prof. Lagalla ha girato ad alcuni dei suoi alleati (Udc, FdI e Iv) dove comunicava che aveva ricevuto una telefonata da Miccichè e scriveva in conclusione: «Il dado è tratto».

Ore 19.48, Scoma: «Basta avidità, pensiamo a vincere»

«In queste drammatiche ore di gioco allo sfascio e al massacro tra personalismi inutili intendo richiamare ogni dirigente del centrodestra a pensare al bene e al futuro di Palermo. È arrivato il momento di superare ogni ostacolo e interesse di parte per evitare di riconsegnare la città nelle mani della sinistra. Come già ha detto il segretario regionale Nino Minardo il tempo dei vertici è scaduto. Togliamo dal campo di gioco avidità ed individualismi e pensiamo a vincere». Lo dichiara Francesco Scoma, deputato della Lega-Prima L’Italia in Sicilia.

Ore 19.33, Cascio riunito con i leader della sua coalizione

È in corso a Palazzo Reale la riunione tra Francesco Cascio e i dirigenti dei partiti che lo sostengono. Con Cascio ci sono Gianfranco Miccichè, Saverio Romano, Roberto Di Mauro, Antonello Antinoro.

Ore 18.25, Cascio verso il ritiro

Si va verso il ritiro di Francesco Cascio e l’unità del centrodestra a Palermo sul candidato sindaco Roberto Lagalla. A breve si riuniranno i partiti che finora si erano ritrovati attorno a Cascio, seguirà l’annuncio dell’intesa. Lagalla sarebbe già stato informato.

Alle 18 un vertice di Cascio con i partiti della sua coalizione

La situazione è in continua evoluzione. E per questo motivo alle 18 Francesco Cascio si riunirà con i vertici dei partiti che lo sostengono – Forza Italia, Lega, Noi con l'Italia e Mpa – “per valutare la situazione”. "Gli appelli di Roberto Lagalla e di Francesco Cascio, che dimostrano grande serietà e amore per Palermo – ha detto Gianfranco Miccichè - non possono che interessarci. Ci incontreremo fra poche ore con gli alleati e con Cascio stesso per fare una valutazione nell'interesse dell'unità del centrodestra e di Palermo. Immagino che la nostra valutazione debba evitare di tenere conto di quello che dice Ignazio La Russa perché in ballo ci sono Palermo e i suoi cittadini, lasciamo che i palermitani decidano qual è il meglio per la loro città”.

Nella partita a scacchi i due candidati principali del centrodestra a Palermo hanno appena compiuto la stessa mossa. Roberto Lagalla ha rivolto un appello a Lega, Forza Italia e centristi di Romano e Lombardo a convergere su di sé. E negli stessi minuti anche Francesco Cascio ha chiesto a Fratelli d'Italia, Udc, Diventerà Bellissima e Dc di ritornare all'unità della coalizione.
Dietro l'apparenza di due mosse speculari, che a questo punto si neutralizzano, ci sono trattative serrate per far ritirare uno dei due candidati. E in mattinata le voci che si sono rincorse indicavano in Cascio l'uomo che avrebbe dovuto fare il passo indietro nel pomeriggio. Per questo motivo Lagalla ha predisposto il suo appello, corretto 3 volte su precisa richiesta di Ignazio La Russa che in cambio dell'unità chiedeva a Forza Italia e Lega un impegno, anche non esplicito ma evidente dal tenore del testo, a sostenere a novembre anche Musumeci.

Alla fine la nota di Lagalla è molto meno precisa su questo aspetto: “Si sono susseguiti, negli ultimi giorni, numerosi ed autorevoli interventi riguardanti l'opportunità di giungere all'invocata unità del centrodestra in vista delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno. Mentre personalmente proseguo un'intensa campagna elettorale, avverto forte, tra la gente e le strade, la volontà di cambiamento e la crescente adesione ad un progetto che rappresenti il punto di incontro tra esperienze politiche e civiche, con l'auspicabile partecipazione dell'intero schieramento di centrodestra": dunque già in questa premessa Lagalla nulla dice sulle Regionali di novembre. E la linea non cambia nella seconda parte dell'appello: “Per tale ragione – prosegue Lagalla - mi trovo in sintonia con le recenti affermazioni provenienti da molti esponenti dell'area che, con indiscussa sensibilità, hanno chiesto uno sforzo di sintesi a tutti i partiti della coalizione. Voglio ancora credere e lavorare per questa unità e sono certo di potere ancora sollecitare il confronto con gli amici di Forza Italia, Lega, Noi con l'Italia, Movimento per le autonomie e con quanti sin qui confluiti sulla candidatura di Francesco Cascio, così da far prevalere, pur tra differenziate sensibilità in ordine ad ulteriori scadenze elettorali, l'impegno di tutti per rappresentare al meglio i sogni e le speranze dei palermitani”.

Non è quello che avrebbe scritto Fratelli d'Italia, ormai azionista di maggioranza della coalizione che sostiene Lagalla. E infatti da Milano Ignazio La Russa dà la lettura integrata di questo passaggio: “"Fratelli d'Italia in Sicilia ha già dimostrato di tenere più di ogni altro all'unità del centrodestra sia a Messina, convergendo sul candidato di centrodestra scelto autonomamente da Forza Italia, sia a Palermo dove, con grande spirito unitario, Carolina Varchi ha rinunciato alla sua candidatura per consentire a Fdi di convergere su Roberto Lagalla. Lagalla è da tutti ritenuto il miglior candidato possibile al di fuori dalle beghe dei partiti così come siamo d'accordo nel sostenere il presidente uscente Musumeci alla Regione. Ovviamente saremo lieti se Lagalla troverà modo per far convergere tutto il centrodestra sul suo nome e sulle comuni posizioni politiche".

Dunque la premessa resta la stessa, Micciché e Minardo dovrebbero dare un segnale in direzione del sostegno anche a Musumeci. E qui le carte si sono di nuovo rimescolate. Al punto che negli stessi minuti è stato Cascio a rivolgersi a Fratelli d'Italia, Udc, Dc e Diventerà Bellissima: “"Essendoci ancora qualche giorno di tempo prima della presentazione delle liste, lancio un appello alle forze che sostengono la candidatura a sindaco dell'amico Roberto Lagalla, soprattutto a FdI e Udc. Confrontiamoci sulla base delle prospettive immediate facendo prevalere, se ci sono i margini, la buona volontà da parte di tutti per potere rappresentare al meglio le esigenze della città. Serve una base solida con una coalizione robusta non solo per vincere le elezioni ma per governare la città. Da solo vado al ballottaggio, se riusciamo a ricompattare la coalizione possiamo vincere al primo turno".

 

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