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AMMINISTRATIVE 2022

Francesco Cascio: «Onorato che Forza Italia punti su di me come sindaco di Palermo»

amministrative 2022, Francesco Cascio, Palermo, Politica
Francesco Cascio alla kermesse di Mazara di novembre, quando si è profilato il suo ritorno in politica

«È una fase molto delicata, gli equilibri al momento sono molto precari e ci sono mesi e mesi di lavoro, ma sono onorato e felice che Forza Italia abbia deciso di puntare sul mio nome per la candidatura a sindaco di Palermo». Lo dice Francesco Cascio, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana, all’indomani della riunione politica all’Ars con la senatrice Licia Ronzulli, venuta a Palermo per fare il punto sulle prossime comunali e regionali in Sicilia.

Alla riunione, cui hanno partecipato il coordinatore siciliano di Forza Italia Gianfranco Miccichè e i senatori Gabriella Giammanco e Renato Schifani, si è collegato anche il leader di Fi Silvio Berlusconi. «L'obiettivo di tutti ora - sottolinea Cascio - è quello di portare avanti la candidatura con un centrodestra compatto».

Quella di ieri è stata un’altra giornata convulsa. Forza Italia è una pentola a pressione. Spaccata fra quanti non hanno condiviso la scelta di Micciché di puntare sulla Regione (indicando se stesso nel ruolo alternativo di governatore o presidente dell’Ars) piuttosto che sui Comuni. Renato Schifani si è fatto portavoce di una vasta corrente che chiedeva, invece, di lavorare per la conquista di Palazzo delle Aquile. E di fronte a questa spaccatura, in vista anche del vertice nazionale fra i leader della coalizione, Berlusconi ha spedito in città il suo braccio destro Licia Ronzulli. Lo stesso Berlusconi e Tajani sono stati per un po’ collegati via telefono con la riunione tenutasi all’Ars. Un vertice che ha fotografato le posizioni in Forza Italia: assenti, in aperto dissenso con Micciché, gli assessori Marco Falcone, Gaetano Armao e Marco Zambuto. Non c’erano neanche i deputati Riccardo Savona, Riccardo Gallo, Margherita La Rocca Ruvolo, Alfio Papale e Stefano Pellegrino.

In questo scenario interno è maturata la decisione di chiedere agli alleati il sostegno alla candidatura di Cascio. Un nome che Micciché da qualche giorno aveva sussurrato ai principali leader della coalizione, al punto da fare già ipotizzare ai forzisti un fronte di otto liste a sostegno dell’ex presidente dell’Ars. Soddisfatto Schifani: «Il mio obiettivo è stato raggiunto. Il partito indicherà un nome per Palermo». Una mossa che svela una strategia più ampia: Forza Italia punta a separare le trattative per le Amministrative da quelle per la Regione. E ciò anche con l’obiettivo di convincere Giorgia Meloni a riportare Fratelli d’Italia nel centrodestra dopo lo strappo sul voto per il presidente della Repubblica e l’ufficializzazione di due candidature autonome a Palermo e alla Regione: Carolina Varchi e Nello Musumeci. Ma perché il puzzle vada a posto ora bisognerà convincere la leader di fratelli d'Italia a optare per un ticket che a Palermo vedrebbe Cascio e Varchi candidati a sindaco e vicesindaco, rinviando a luglio tutte le altre decisioni. Sarebbe un ticket bis su un terreno nuovo, visto che in passato Carolina Varchi è stata l’avvocato di Cascio. Ma questa è una ipotesi che ieri Giampiero Cannella, segretario regionale di FdI, ha di nuovo scartato.

Resta quindi lo scenario base: un derby nel centrodestra fra Varchi e uno fra il leghista Francesco Scoma, il forzista Cascio, il centrista Roberto Lagalla o l’autonomista Totò Lentini. Nei giorni scorsi una «missione» di Dell’Utri a Palermo aveva creato le condizioni per un accordo. L’ex senatore ha incontrato Musumeci e lo ha fatto parlare al telefono con Berlusconi: i due si sarebbero anche scambiati la volontà di incontrarsi a breve. Un feeling che ieri ha provocato una gaffe: Berlusconi credeva che alla riunione all’Ars ci fosse pure Musumeci e lo ha salutato, apprendendo solo dopo che invece non c’era.

Dell’Utri nei giorni scorsi ha incontrato anche Falcone e Armao, espressione dell’ala forzista più vicina al presidente della Regione, e poi si è visto con Lagalla, fino a quel momento il candidato a Palermo su cui Forza Italia voleva convergere. La mossa di Micciché di ieri ha spiazzato quindi sia i leghisti che l’Udc, acuendo la distanza di Forza Italia dagli alleati. Inoltre, imporre Cascio potrebbe portare la Meloni a impuntarsi sulla Varchi e questo in un immediato futuro spingerebbe il centrodestra a proporre un nome alternativo a Musumeci per evitare che tutto finisca nella galassia di Fratelli d’Italia.

 

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