stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Franco Miceli candidato sindaco a Palermo? Crescono i malumori nei circoli Pd, no dei Giovani Dem
VERSO LE AMMINISTRATIVE

Franco Miceli candidato sindaco a Palermo? Crescono i malumori nei circoli Pd, no dei Giovani Dem

elezioni amministrative, pd, miceli, Palermo, Politica
Franco Miceli

L'ipotesi di una candidatura di Franco Miceli a sindaco di Palermo da ieri ha stravolto gli equilibri nel centrosinistra. E sul nome dell'architetto, con un passato di assessore ai Lavori Pubblici in una giunta Orlando di oltre 20 anni fa, si sta consumando uno scontro anche all'interno del Pd.
A sostenere la candidatura di Miceli, attualmente presidente nazionale degli architetti, sono l’area dem di Cracolici, la sinistra di Giusto Catania e parlamentari nazionali palermitani del Movimento 5 Stelle come Steni Di Piazza, Adriano Varrica, Roberta Alaimo, Aldo Penna e Valentina D'Orso. Ma nonostante ieri siano stati tanti gli attestati di stima e fiducia nei confronti dell'architetto e sebbene su di lui ci fossero stati spiragli di convergenza, in realtà attorno al suo nome stanno affiorando scenari divisivi. Sia per l'età di Miceli (70 anni), sia per i metodi con cui è stata avanzata la sua candidatura, sia perché il campo largo auspicato dal segretario nazionale Enrico Letta e da quello regionale Anthony Barbagallo verrebbe certamente meno.
Alle perplessità degli orlandiani, alle critiche del deputato regionale di M5s Giampiero Trizzino che si è autocandidato a sindaco («il nome di Miceli non è mai uscito in alcuna discussione di coalizione»), al rammarico di +Europa (sostenitrice di un'alleanza sul modello Draghi), si aggiunge oggi il secco no dei Giovani Dem. Ma oltre al no ad un candidato ritenuto espressione di una vecchia classe politica, quella del neosegretario Manfredi Germanà è un'aspra critica al metodo con cui si è giunti al nome di Franco Miceli.

L'attacco dei Giovani Dem

Sul profilo Fb di Manfredi Germanà, da poche settimane segretario dei Giovani Dem, questa mattina è comparso un post di fuoco. Il tema è l'ipotesi di candidare a sindaco di Palermo Franco Miceli. "A sceglierlo - commenta - è stato chi da 20 anni governa il partito nel chiuso di una stanza. Sempre gli stessi. Ma a me, che 20 anni fa avevo solo 6 anni, viene spontanea una domanda: perché dovremmo puntare su una persona che ha fatto politica 20 anni fa? Perché dovremmo puntare su esperienze passate? E poi, qualcuno ha chiesto all’architetto Franco Miceli la disponibilità?".

Per Germanà è anche una questione di metodo con cui è stata avanzata la candidatura di Miceli. Che per lui è una sorta di imposizione da parte di alcuni esponenti del partito. "I Giovani Democratici che rappresento non sono stati coinvolti nella scelta, nessuno ha avuto neanche il buon gusto di comunicarcela. E no so come spiegare ai ragazzi che non c’è mai stato nessun organismo che ha deliberato di chiedere la disponibilità all’architetto Miceli". Germanà non nasconde il suo profondo malumore: "Il Pd locale è lento, e fa uscite pseudo anonime che lasciano tracce dappertutto, in sfregio a quello che ci diciamo e raccontiamo in giro. A Palermo siamo diventati forti in mezzo a mille contraddizioni. E non c’è un solo motivo che ci porti a perdere, nessun motivo valido. Solo qualche interesse personale che non abbiamo intenzione di portare avanti con le nostre gambe. Rinnoviamo la politica, e costruiamo una classe dirigente diffusa sul territorio, in un confronto senza età all’interno del partito".

Gli altri contrari

Gli orlandiani hanno gradito poco la soluzione Miceli. Anche perché la posizione del sindaco uscente è di svolgere le primarie, sebbene i tempi siano ormai ristretti e anche lo stesso segretario regionale ormai ha sottolineato l'impossibilità di farle. Il malumore di Orlando, dunque, è legato soprattutto al metodo non condiviso, non su Franco Miceli che, tra l'altro, è stato con lui in giunta dal 1998.

A schierarsi nel fronte del no c'è anche Valerio Bordonaro responsabile regionale per gli Affari europei del Pd Sicilia, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a ilSicilia.it. "Non lo conosco e quindi non ho nulla di personale contro di lui, ma è il metodo che non mi convince. Stiamo prendendo una persona che è stata in politica vent’anni fa, il classico presidente dell’Ordine. Ma quale forma di rinnovamento stiamo dando? Tutto quello che ci siamo detti dove è andato a finire?”, si chiede il 34enne militante nella squadra di Enrico Letta.

Antonio Rubino, espressione dell'area Dem che fa capo a Matteo Orfini ha annunciato, invece, per questa sera la convocazione del coordinamento palermitano di Left Wing con la partecipazione dello stesso Orfini. "L'Assemblea provinciale del Pd convocata per il 14 marzo prossimo - continua Rubino - sarà decisiva per sciogliere definitivamente i nodi politici, a cominciare dalla coalizione che intendiamo costruire, ma anche per capire come il Pd intenderà affrontare la campagna elettorale. Noi faremo la nostra parte", si legge in un comunicato.

Tensioni nei circoli Pd

Quello di Franco Miceli è un nome che non sarebbe passato dagli organismi collegiali. Ed è questo il principale motivo che ha scatenato i malumori, sfiorando le tensioni nei circoli delle circoscrizioni. Nella Settima, per esempio, dopo aver mostrato perplessità sul metodo di scelta del candidato, il segretario Alessandro Vinti è stato rimpiazzato da Totò Polizzi nella nota dei segretari degli otto circoli. Lo stesso Vinti, a quel punto, ha inviato un messaggio in aperta polemica con la segreteria provinciale, in cui prende atto, dopo aver espresso la posizione del circolo di cui era segretario in merito alla candidatura di Franco Miceli, "di essere stato scavalcato senza preavviso". "Nel comunicato - ha scritto Vinti nel suo messaggio - si dichiara che Salvatore Polizzi, che parla a nome totalmente personale, sostiene quel comunicato per conto del circolo. Nessuno del direttivo, a cui ho chiesto parere e ricevuto risposta prima di dire la mia, ovviamente, è invece stato avvisato in tal senso". E ancora: "È evidente che questa segreteria provinciale non è in grado di utilizzare i luoghi politici adatti per prendere delle decisioni, buone o cattive che siano (tutto ciò avviene non in riunione, ma tramite chiamate e messaggi in poche ore di giorni feriali; inconcepibile). È altresì evidente che impone con singolare metodo democratico queste sue decisioni, non a chi non è d’accordo, ma, come nel mio caso, a chi pur essendo d’accordo chiede un ordine dovuto alle questioni politiche. Spero con sincerità che in questa città la sinistra vinca, mi auguro che non lo faccia con questa classe dirigente".

Se nella Settima circoscrizione affiorano le tensioni, nell'Ottava non mancherebbero malumori anche tra gli stessi Dem.

I sostenitori di Miceli

Oltre all'area Dem di Antonello Cracolici, a puntare su Franco Miceli è Sinistra Civica Ecologista: "Quella di Franco Miceli è una candidatura autorevole e prestigiosa, in grado di contribuire alla definizione di una coalizione credibile, senza le ambiguità del cosiddetto 'campo largo' su cui abbiamo già espresso la nostra indisponibilità", si legge in un comunicato. "Inoltre - prosegue la nota - il suo profilo evidenzia una competenza e una dote di concretezza in grado di interpretare le esigenze di una città che, nei prossimi anni, dovrà gestire cospicue risorse economiche provenienti dallo Stato e dall'Europa". "Auspichiamo che Franco Miceli possa accogliere positivamente la richiesta che viene da settori importanti della società civile palermitana e dalle forze politiche che, con grande senso di responsabilità, stanno mostrando capacità di sintesi e lungimiranza". "Adesso appare urgente - sottolinea il coordinamento di Sinistra Civica Ecologista - che la coalizione definisca, nel più breve tempo possibile, la cornice programmatica che dovrà caratterizzare l'impianto della coalizione, elemento imprescindibile non solo per vincere le elezioni, ma per governare, con chiarezza e condivisione, la città di Palermo".

Ieri invece si erano espressi i parlamentari nazionali di M5s Steni Di Piazza, Adriano Varrica, Roberta Alaimo, Aldo Penna e Valentina D'Orso: "Franco Miceli, presidente nazionale dell'Ordine degli architetti, rappresenta una figura autorevole la cui disponibilità a essere in prima linea per occuparsi di Palermo sarebbe un'eccellente notizia. Da anni, in primis grazie ai nostri consiglieri comunali e di circoscrizione, lavoriamo nell'esclusivo interesse di Palermo e ora stiamo costruendo percorsi per dare una guida salda, concreta e lungimirante alla città".

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X