Questo sito contribuisce all’audience di Quotidiano Nazionale

Passante di Palermo, entro maggio la rimodulazione del progetto di vicolo Bernava

Entro maggio ci sarà la rimodulazione del progetto di Rfi e di Italferr su vicolo Bernava a Palermo e non ci sarà bisogno di effettuare altre gare, altri passaggi burocratici, altre autorizzazioni: l’impresa, infatti, rimane la stessa e dunque niente stravolgimenti.

I lavori sulla tratta del passante ferroviario sono infatti fermi da più di un mese proprio in quel punto per un intoppo col progetto.

Gli ultimi sessanta metri di galleria in tratta A sono stati già riprogettati con un intervento a cielo aperto, dopo che nel 2018 un imprevisto geologico aveva causato danni alle palazzine e la gestione di un fiume d'acqua. Fu impossibile proseguire con la talpa meccanica. Un mese e mezzo fa ci si è fermati a 40 metri. Gli ultimi 20 metri dello scavo in terreno opportunamente consolidato dall’interno del pozzo sono stati considerati a rischio ed è per questo che ci sarà la rimodulazione del progetto, che dovrebbe partire a maggio.

Dodici mesi fa si pensava che il passante ferroviario fosse allo sprint conclusivo. Certo, dopo una maratona che dura da oltre 20 anni, ma a quanto pare non è proprio così. Come spesso accade, ci sono state delle complicazioni, e non roba lieve. Intanto, la tratta B (Palermo Notarbartolo-La Malfa) doveva essere completata nel 2022 e invece niente da fare: a maggio dovrebbe esserci il definitivo via libera dell’Agenzia nazionale per la sicurezza (l’Ansfisa) per il doppio binario tra Notarbartolo e San Lorenzo, ma sarà in ritardo (anche questo) di un quasi un anno.

La tratta C (La Malfa-Carini) è stata attivata nel 2018. A questo punto l’ottimistica data del 2024 non è più realistica, ma questo si era compreso da tempo, più precisamente tra fine estate e inizio autunno del 2022 da quando Rete ferroviaria italiana aveva pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il bando di gara per il completamento della tratta A del passante, quella cioè dalla fermata Palazzo Reale Orleans fino alla stazione di Notarbartolo. Una che gara ha un valore di oltre 17 milioni di euro per la realizzazione di impianti impianti tecnologici del nuovo tratto di linea, nonché il completamento delle opere civili e degli impianti della fermata Palermo Lolli (già attiva, dal 2016, sul singolo binario) e la nuova fermata Papireto. Ecco, quella gara era andata incredibilmente deserta.

Dunque, la tratta A, di fatto, è ferma e manca per completare il passante ferroviario, opera che è un sotto attraversamento urbano della linea per Trapani. A sud, il passante confluisce nella ferrovia per Messina. L'opera si estende dalla fermata del quartiere Roccella-Acqua dei Corsari, all’estrema periferia sud-est della città, fino all’aeroporto per un’estensione totale di circa 37 km, di cui 20 km all’interno dell’area urbana, tagliando in orizzontale buona parte dell’area metropolitana.

Nei 30 km del tratto compreso tra Roccella e Carini sono inseriti i lavori più importanti di ammodernamento (raddoppio, nuove stazioni e interramento): il progetto definitivo prevede 22 fermate, alcune delle quali già in uso e altre in costruzione e l’interramento di 7 km di linea. In realtà il doppio binario, che è parte integrante del passante, fa sì che il progetto parta praticamente da Cefalù.

I lavori, in pratica, sono iniziati da 14 anni, ma pendenze, cause, guai e sbagli nel progetto hanno trascinato gli interventi fino ad oggi. Caso emblematico è la storia di vicolo Bernava e dintorni. Da quando 12 anni fa iniziarono i lavori di scavo per la realizzazione della galleria tra le fermate Orlèans e Lolli, i residenti di un condominio di via Pietro D’Asaro, nei pressi di via Dante, hanno dovuto fare i conti con problemi e danni che sarebbero stati causati proprio dalle opere come ha stabilito il tribunale. Una storia che, come abbiamo visto, non è ancora finita

Tag:

Caricamento commenti

Commenta la notizia