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Palermo, furto con spaccata in un bar di piazza Massimo: lo sfogo del proprietario

«Clienti e turisti toccano con mano quanto avviene nella nostra città da mesi», dice Giuseppe Priolo

Furto con spaccata in pieno centro a Palermo. In piazza Verdi, accanto al Teatro Massimo, i ladri hanno fatto irruzione in un bar. Qualcuno nel cuore della notte ha danneggiato la vetrina del bistrot Verdi 13 ed è entrato nell’esercizio commerciale portando via il registratore di cassa. La scoperta è stata fatta questa mattina dal proprietario Giuseppe Priolo (nel video l'intervista).

«Dispiace - dice - vedere lo scempio che è stato fatto al nostro locale. Da stamattina i clienti e tanti turisti toccano con mano quanto avviene nella nostra Palermo da mesi ormai. Non passa notte che qualche negozio non venga derubato. Comprendiamo la difficoltà delle forze dell’ordine nel garantire la sicurezza ai cittadini e a noi commercianti, ma davvero questa situazione non è tollerabile».

Questa mattina sono intervenuti gli agenti di polizia e della scientifica per rilevare le impronte lasciate da chi ha commesso il furto.

Priolo, titolare insieme ai suoi figli del locale, è l’ultimo dell’ormai lunga lista di vittime di furti in città. Intorno alle 2 un uomo a bordo di una bicicletta elettrica si è fermato davanti all’attività, come mostrano le immagini delle telecamere di video sorveglianza, adesso in mano alla polizia di Stato. È rimasto libero di agire per venti lunghi minuti, «durante i quali ha usato delle leve per scassinare la porta» racconta l'imprenditore.

Dopo aver danneggiato il vetro e rotto la serratura, il malvivente si è aperto un varco nel locale portando via la cassa con pochi spiccioli: «Sono quelli che teniamo per la giornata seguente - prosegue - e c’era qualche dollaro di mancia lasciato da clienti esteri. Tutto questo a fronte di migliaia di euro di danni per riparare la porta. Che ha retto molto bene, ha fatto molta fatica ad aprirla».

Il pensiero però viaggia oltre il danno subito: «Abbiamo tutti un nodo alla gola - spiega Priolo - rabbia e anche compassione: è gente disperata, ma questi atti sono imperdonabili. Noi ogni giorno aiutiamo chi passa a mendicare, mettiamo a disposizione quello che possiamo, un cornetto, qualche euro. Dispiace - dice - vedere lo scempio che è stato fatto al nostro locale». E prosegue: «Dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza abbiamo visto che chi è entrato, lo ha fatto senza alcuna protezione - aggiunge il titolare - a mani nudi e senza nascondere il volto. Segno che chi compie questi reati non ha alcun timore di essere individuato e non ha alcun timore delle conseguenze».

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