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IL BLITZ DI PALERMO

La cassa del clan: la preoccupazione principale di Incontrera era per i detenuti

di
blitz antimafia, Palermo, Cronaca
Il luogo in cui è stato ucciso Giuseppe Incontrera

Il pensiero era ai «fratelli» chiusi in cella e che ogni mese gravavano sul bilancio della cosca con uscite intorno agli 8 mila e 500 euro. Ma anche alla festa rionale per la Madonna della Mercede che, a ben riflettere «questa cosa la dovrebbe fare il Comune...», dicono due indagati che hanno già raccolto la cifra per la giornata religiosa di marzo 2020 che alla fine non si svolgerà a causa della pandemia. Eppure, monta la polemica: «Mi ha detto pure il fatto della chiesa... ci sono soldi raccolti e lui mi ha detto che li stanziamo per un altro anno ma noi ne abbiamo bisogno e un altro anno si comincia di nuovo “a ricuogghiere” (a raccogliere ndr) ... cioè non l'ho capito !. No, no il primo pensiero è quello... È al carcere...».

L'ascolto delle intercettazioni telematiche del cellulare di Giuseppe Incontrera dimostrerebbe l’impegno profuso nel contabilizzare i flussi della cassa sociale, in entrata ed in uscita, e nel garantire che tutti i sodali partecipassero al finanziamento in modo puntuale e secondo il proprio ruolo. «Pur di soddisfare tutte le necessità, in alcuni periodi critici - legati alla emergenza Covid19 - si legge nella ordinanza dell'ultima operazione antimafia di Palermo, quella che ha portato a 18 fermi - Incontrera è stato incessantemente impegnato a richiedere e raccogliere non solo le somme destinate alla cassa mafiosa, ma ha anche curato la quantificazione dell'importo da fare avere a titolo di assistenza ai sodali, diminuendolo ove necessario nei periodi di crisi finanziaria, in modo da mantenere un "equilibrio di bilancio". Un mutualismo - continuano i giudici - che caratterizza da sempre l'operato di Cosa nostra ed è finalizzato a rafforzare il sodalizio, motivando e tranquillizzando i mafiosi operativi (che possono sperare in tale aiuto in caso di arresto) e, soprattutto, sorreggendo quelli affiliati, in modo da ridurre il rischio che la detenzione affievolisca il vincolo fiduciario, inducendoli a collaborare con la giustizia. Stando a quanto sostenuto durante una conversazione tra indagati, al momento il mandamento garantisce il mantenimento di un numero piuttosto elevato di detenuti, tra i 17 ed i 23. Richieste di collaborazione mai trasformate in ordini da toni intimidatori.

«Il riferimento ai sodali detenuti ha assunto in concreto una valenza unificante - si legge nell’ordinanza - concretizzando una finalità generalmente condivisa anche dagli operatori di maggior peso della associazione dedita allo spaccio, i quali hanno mostrato di essere consapevoli di concorrere all'arricchimento della causa comune e di poter aspirare anch'essi al mantenimento in caso di detenzione».

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