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LA MUSICISTA ARRESTATA

«Ciao Raoul, posso scriverti una cosa riservata?». Ecco la chat della tangente rifiutata

di
Palermo, Cronaca
Marianna Musotto

«Ciao Raoul, posso scriverti una cosa assolutamente riservata? Dove? Urgentissimo». Whatsapp non era considerato sicuro per veicolare l’offerta da 50 mila euro, un «plus di regalo...» al capo della segreteria dell’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina. Più o meno il 10% del progetto di concerti in nove tappe in Sicilia dal titolo «Morricone suona Morricone». Marianna Musotto, 36 anni, palermitana, trombettista di musica classica dal curriculum qualitativamente inattaccabile (master class con i Berliner Philarmoniker), avrebbe usato Telegram, la chat russa con i messaggi programmati per essere cancellati, per quella proposta di tangente del 21 aprile dello scorso anno che ieri le è costata l’arresto. È finita ai domiciliari per tentata corruzione la musicista contro cui Raoul Russo aveva presentato denuncia sostenendo di essere stato contattato come interlocutore per arrivare all’assessore di Fratelli d’Italia. I carabinieri del Nucleo investigativo hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Gip, Clelia Maltese, nell’ ambito delle indagini (coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis) che hanno raccolto le tracce di quelle pressioni per ottenere i finanziamenti regionali.

C’era stato un primo avvicinamento, ha messo a verbale Russo: «...tramite l’avvocato Maurizio Miceli, coordinatore della provincia di Trapani di Fratelli d’Italia, mi viene sollecitato un contatto con la signora Marianna Musotto, trombettista di musica classica con il nome d’arte di Marianna Lì». Musotto, con la collaborazione del produttore discografico e musicista Paolo Dossena e sotto la supervisione del compositore Sergio Rendine «aveva realizzato la clip musicale dal titolo Barabba» in cui suonava fra i luoghi tipici e le bellezze della città. Il video su Youtube doveva fare da apripista ad altri da utilizzare come «spot pubblicitari della Regione Sicilia». La proposta non fu giudicata accoglibile, ma a Russo, in un incontro in ufficio per spiegare le ragioni del diniego, Musotto avrebbe prospettato, tornando alla carica, «la possibilità di realizzare in Sicilia un tour di concerti nei principali siti archeologici dell’Orchestra Sinfonietta di Roma con il titolo di “Morricone suona Morricone” con esibizioni dirette dal professore Andrea Morricone, figlio del più noto Ennio...». Nove tappe da 463.100 euro più Iva e «un compenso per la Musotto, quale tromba solista, pari a ben 18 mila euro».

Termini che non avrebbero convinto Russo, che alla Musotto aveva detto che «pur non entrando nel merito delle singole voci di costo, l’iniziativa così strutturata mi appariva fuori la possibilità di finanziamento da parte dell’Assessorato e comunque ribadivo, a chiare lettere e più volte, che la semplice acquisizione degli spettacoli non era la nostra modalità di intervento...». Ed era stato poco dopo che, credendo di rendere più appetibile la proposta, dall’utenza di Musotto su Telegram era stato inviato il messaggio interpretato come il tentativo di corruzione: «I progetti, come Miceli sa, sono due. Uno che costa 50 mila euro in meno e quello che ti ha mandato Lanzillotta (Luigi, maestro dell’orchestra, ndr) che costa 50 mila euro in più dei costi reali. Il gruppo (Roma Sinfonietta, Morricone, Rendine) che ha realizzato questi progetti è di tutti i sostenitori di Fratelli d’Italia, e mette a disposizione 50 mila euro per chiunque vogliate voi. Cioè un plus di regalo. Tu puoi gestire questo plus a tuo piacimento... io sono solo un ambasciatore della cosa».

Davanti a quel messaggio Russo aveva fatto uno screenshot e subito chiarito: «Non voglio saperne nulla, non sono argomenti che sono uso trattare». E poi, agli inquirenti dichiarava di averne «parlato con Maurizio Miceli, questi si dichiarava estraneo ai fatti affermando: “... ma questa è pazza”». Russo aveva calato un muro e allora Musotto, in attesa di risposte, aveva contattato Miceli: «Buongiorno Mauri. Potresti farmi avere nuove da Raoul. Io quasi mi imbarazzo a disturbare dopo l’episodio della scorsa settimana». «Sì, infatti, non è il caso di disturbarlo...», era stata la replica. E lei: «Caro Maurizio, non lo avrei disturbato, ma avrei chiesto info. Non è giusto che dopo aver detto che lo avremmo fatto anche in forma ridottissima, degli artisti tutti innocenti paghino per un suggerimento dato da un politico romano». L’acquisizione dei dispositivi informatici aveva permesso di mettere in fila la sequenza dei messaggi via chat che avrebbero fotografato il pressing di Musotto per far avere l’aiuto della Regione per i progetti che le stavano a cuore. A febbraio dello scorso anno «Musotto intratteneva rapporti diretti anche con l’assessore Manlio Messina che riguardavano» la questione degli spot per la Sicilia. «Da sottolineare - annotano gli inquirenti - come l’indagata spudoratamente inviava un messaggio all’assessore il quale, stranito dal contatto diretto le chiedeva: “ma io ho anche il suo numero”».

«Ho solo fatto il mio dovere - aveva detto l’assessore Messina dopo la notizia dell’inchiesta -. Cioè denunciare chi voleva pagare una tangente. Per me è scontato andare a denunciare».

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