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La truffa sulle pensioni di invalidità: le 12 mensilità e la escort, ecco il sistema Randazzo

Un frame del video inviato dalla guardia di finanza

Nelle intercettazioni telefoniche registrate dagli investigatori si vantava di fare ottenere pensioni di invalidità a tutti. Naturalmente chiedendo in cambio il pagamento di un piccolo "obolo": le prime 12 mensilità dopo il riconoscimento del sussidio. Oltre a un sostegno elettorale in occasione della sua candidatura al consiglio comunale nel 2016.

Era il cervello di tutta l'operazione, Antonino Randazzo, 57 anni, di Terrasini, arrestato ieri dalla guardia di finanza per i falsi invalidi che hanno beneficiato illecitamente di indennità previdenziali o assistenziali grazie ad un’organizzazione, scoperta dalle fiamme gialle, che operava nel Palermitano e si occupava, in cambio di denaro, di tutta la trafila per ottenere il sussidio. Oltre a Randazzo è finito ai domiciliari anche Filippo Accardo, 48 anni, di Camporeale. Oltre a loro, sono decine gli indagati.

LA ESCORT. Fra gli indagati figura anche il dottor Giuseppe Lo Baido, 66 anni, di Partinico, per il quale la procura aveva chiesto l'arresto ma il gip non ha ritenuto sufficienti gli indizi. È accusato di avere sottoscritto dei falsi certificati medici attestando patologie inesistenti. In cambio «accettava denaro e utilità - si legge nel provvedimento -, tra cui una prestazione sessuale».

IL SISTEMA RANDAZZO. Secondo quanto emerso Randazzo trovava i falsi invalidi grazie al passaparola tra parenti, amici e conoscenti. «Ormai ti conoscono tutti in paese...», lo adulava un interlocutore. E lui non negava le sue sue entrature: «Io posso avere sette o otto medici di fiducia... quando tu vuoi soldi, basta farmi uno squillo...». A quel punto entrava in azione Accardo, che attraverso il Caf predisponeva i documenti necessari: «Io - assicurava Randazzo - ho le mani "insirragghiati" (infilate ndr) da tutte le parti».

E si poteva trovare davvero di tutto: ciechi in grado di leggere le lettere prese dalla cassetta delle poste, persone incapaci di camminare da sole che guidavano l’auto, individui con l'indennità d’accompagnamento beccati a esibirsi in balli di gruppo.
La rete che consentiva ai finti ciechi e finti disabili di percepire pensioni e accompagnamento poteva contare su responsabili di Caf, medici specialisti e di base e componenti delle commissioni dell’Asp. Le pratiche seguite da Antonino Randazzo e Filippo Accardo avevano sempre una linea privilegiata e spesso riuscivano nell’obiettivo: consentire a falsi invalidi di potere percepire l’assegno mensile.

«Le indagini hanno permesso di fare luce su un sistema consolidato negli anni», afferma il colonnello Gianluca Angelini, comandante del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, che ha condotto le indagini coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Francesca Mazzocco. L’ingranaggio della truffa è stato scoperto grazie alla denuncia di un marito tradito e abbandonato. L’uomo, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Piergiorgio Morosini, dopo la separazione dalla moglie è andato in commissariato a Partinico rivelando che la moglie, pur percependo la pensione di invalidità, era una «falsa cieca». Agli investigatori ha consegnato tutti i documenti necessari per risalire alla truffa, compreso il certificato del medico trasmesso all’Inps. La guardia di finanza ha sequestrato la pratica di invalidità civile trasmessa da Filippo Accardo, che gestisce due Caf.

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