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PALERMO

Mafia, blitz con 9 fermi a Brancaccio: affari coi falsi incidenti e gli spaccaossa

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Colpo al mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo. Nove fermi e sequestri da parte della polizia, impegnata nell'operazione dalle prime luci dell'alba.

L’operazione arriva a conclusione di una complessa indagine effettuata dalla squadra mobile che ha permesso di fare una vera e propria radiografia di Cosa Nostra e dei suoi affari criminali, alcuni dei quali avviati solo negli ultimi mesi.

Oltre agli storici interessi per le rapine e lo spaccio di droga, infatti, è emerso come anche la mafia traesse profitto dal mercato delle truffe assicurative con la complicità degli "spaccaossa".

Mafia di Brancaccio, chi sono i 9 fermati a Palermo: nomi e foto

I coinvolti dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, auto riciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati ed altro. I fermi sono disposti dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Palermo che ha coordinato le indagini, ed eseguiti dalla squadra mobile di Palermo.

Ciò che emerge dall'inchiesta sono soprattutto i nuovi affari del mandamento di Brancaccio che aveva esteso la sua “longa manus” anche sul fenomeno criminale delle truffe assicurative, realizzate attraverso i cosiddetti “spaccaossa” e col “sacrificio” di vittime scelte in contesti sociali degradati, disposte a subire fratture gravissime per poi intascare denaro. Si tratta di fenomeno desolante, scoperto dalla polizia nei mesi di agosto 2018 e aprile 2019, che portò all’arresto di decine di malviventi privi di scrupoli.

Ora è emerso che a beneficiare delle liquidazioni del danno, non fosse soltanto la banda degli spaccaossa che gestiva il sistema dei finti incidenti, ma anche cosa nostra che incassava grosse somme di denaro lasciando solo poche migliaia di euro agli altri coinvolti nelle truffe.

I FERMATI. I coinvolti nell'inchiesta, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, autoriciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati, sono Michele Marino (classe 1968), Stefano Marino (1972), Nicolò Giustiniani (1981), Antonino Chiappara (1966), Raffaele Costa (1965), Pietro Di Paola (1990), Ignazio Ficarotta (1986), Sebastiano Giordano (1961), Angelo Mangano (1979).

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