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Inchiesta di Bagheria, tutte le accuse. Il sindaco intercettato: "Vediamo di abbassare la multa"

BAGHERIA.  Nell'inchiesta sul comune di Bagheria che coinvolge il sindaco grillino Patrizio Cinque, a cui ieri il gip di Termini Imerese ha notificato la misura dell'obbligo di firma è finita anche la vicenda, già nota alle cronache, della casa abusiva dei parenti della sorella di Cinque. Il sindaco risponde in questo caso di violazione del segreto d'ufficio in concorso con l'ispettore della polizia municipale Domenico Chiappone.

Quest'ultimo gli avrebbe rivelato l'esistenza di un'inchiesta della Procura di Termini sull'immobile abusivo. La procura aveva contestato a Cinque anche l'omissione di atti d'ufficio che il gip, però, non avrebbe ritenuto sussistente.

Il Giornale di Sicilia oggi in edicola riporta alcuni stralci di intercettazioni. Cinque parla di sanzioni: «Chiaramente si aprirà tutta una situazione dove.., io volevo dirti una cosa... noi stiamo facendo la sanzione, cioè si può fare da duemila a ventimila euro, Aiello la sta facendo a ventimila euro, è una cifra troppo grande, non capisco perché. Una cosa è pagare duemila euro o una cifra mediana, diecimila cinquemila, e sono soldi che vanno per le demolizioni per carità, una cosa è ventimila euro che sono, cioè sono una cifra enorme per tutti. Ti ricordo purtroppo che questa sanzione l'ha messa quella minchione di Claudia Mannino (parlamentare M5S, ndr), e quindi siamo veramente dei geni. Che vuoi che ti dica... è incredibile, vessiamo le persone in questo modo secondo me, e comunque...». «Quindi vediamo di fare questa, di abbassare - dice Cinque - questa sanzione eh...»

L'inchiesta trae spunto dalla denuncia della dirigente del Comune Laura Picciurro su un affidamento diretto, nel 2015, da parte dell'amministrazione comunale, alla ditta Tech del servizio di raccolta e trasferimento dei rifiuti in discarica e negli impianti di recupero per un importo di 3 milioni di euro.

La dirigente denunciò irregolarità nell'assegnazione del servizio con la procedura della somma urgenza alla società subentrata al Coinres. Il caso venne discusso anche dalla commissione regionale Antimafia che sentì sia Cinque che la dirigente. Il sindaco sarebbe indagato per turbativa d'asta e abuso d'ufficio insieme a una ventina di dirigenti e funzionari comunali.

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