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IL PERSONAGGIO

Palermo, Baldini l'uomo della svolta: così è entrato nella testa dei giocatori e nel cuore dei tifosi

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Il tecnico del Palermo Silvio Baldini (foto Tullio Puglia)

Umile, un uomo da "osteria". Cosi si è definito due giorni fa in conferenza stampa Silvio Baldini. Una persona come ce ne dovrebbe essere tante in questo mondo. Un uomo buono, altruista. A suo modo un filosofo, un padre che insegna sempre qualcosa ogni volta che parla. Insegnamenti che vanno oltre il calcio. Lezioni di vita, a ricordare che nel viaggio di un essere umano ci sono cose più importanti di una sconfitta o di un trionfo.

"A me non frega di questo mondo, voglio sognare ed essere libero. A me interessa il percorso. Voglio godermi solo la mia famiglia e i miei amici". In questa frase c'è tutto: umiltà, intelligenza. C'è il segreto della vita, la ricetta, in pochissime parole. Le sue parole toccano il cuore della gente. E se tutti fossero come lui, forse si vivrebbe meglio.

Baldini ha cambiato i suoi giocatori, gli ha modificato la testa. Da "bambini", come li ha definiti dopo il pessimo pareggio a Potenza, ad "eroi". È una metamorfosi che solo uno come lui poteva portare a compimento. Aveva svelato, ai giornalisti, di aver fatto vedere la foto di sua figlia affetta da disabilità ai suoi ragazzi prima di quel match: "L'ho fatto per farli emozionare - aveva detto -. Io vorrei emozionarmi guardando loro come mi emoziono guardando mia figlia, che è bellissima".

Ha fatto capire l'importanza della maglia rosanero, ha trasformato tutti i calciatori in "figli" di questa città. "Morire prima di arrendersi", farlo "per questi tifosi, che ci hanno sempre sostenuto con la loro fede incredibile". E dopo quelle parole il Palermo non ha più perso punti per strada, ha segnato per 24 gare di fila ed è arrivato in finale a giocarsi la Serie B.  Perché il calcio non sarà mai soltanto una questione di moduli.

Toscano di Massa Carrara, Baldini è nato nel 1958, l'11 settembre. Dopo 63 anni, si può dire che la vita gli abbia dato tanto, così come lui alla vita. Una moglie, Paola, e i tre figli Valentina, Mattia e Niccolò. La passione per il calcio fin da piccolo, l'hobby per il cibo e il buon vino. Un tipo da cenetta non molto romantica, ma amichevole. Forse non troppo raffinata, ma piena di amore e divertimento. Un uomo da "sabato sera", con cui passare una fantastica serata e abbandonare i propri pensieri, le proprie ansie e paure. Baldini è così, è vero. Senza maschera, si mostra per quello che è.

"Mi addormento alle 21 e mi alzo alle 4, questa è la mia vita". E non l'ha cambiata certamente in vista della finalissima di ieri: "Non sarà il Padova a cambiare le mie abitudini o a farmi paura", aveva detto nei giorni scorsi. Una spontaneità che ha trasmesso anche ai suoi ragazzi. "Conta essere felici, se si è felici le cose riescono meglio". Il Palermo, questo Palermo, rispecchia in pieno l'indole del suo allenatore. È come se sul campo ci fosse un altro Baldini. Solo lui poteva scrivere nelle pagine di storia rosanero un miracolo simile. E miracolo sarebbe stato ugualmente, anche in caso di serie B mancata. Perché i tifosi hanno imparato, grazie a lui, che è importante il percorso. Ciò che si costruisce, come lo si fa. Qualcosa che resti nella mente per sempre. E questa squadra, questo allenatore, anche senza serie B sarebbero stati ricordati all'infinito.

Pensava di passare il Natale del 2021 da solo con la sua famiglia. Invece il "destino" ha voluto richiamarlo. "Il momento più bello di questi mesi è stata la chiamata di Castagnini a dicembre, li ho capito che spettava a me cogliere l'occasione e dare tutto, giocarmi le mie carte", ha detto in sala stampa due giorni fa. Diciotto anni dopo, Baldini si è preso la sua personale rivincita. Ai tempi era stato esonerato da Zamparini dopo vari screzi. Su Baldini si potrebbe scrivere un libro, che non deve per forza essere "di calcio".

A Carrara non prendeva soldi, faceva il suo mestiere gratis. Esercitava la sua passione. Forse nella sua testa doveva essere lui a pagare. Sincero fino in fondo, lontano dagli "ipocriti del calcio che speculano sulle sofferenze degli altri". Indomabile, schietto fino in fondo. Baldini è l'essenza del calcio, un uomo di valori. È l'esempio, di come si possa essere grandi, ma grandi davvero, anche senza aver vinto la Champions League. Adesso però vuole festeggiare anche lui, perché se è vero che nella vita c'è molto altro rispetto ad una piccola promozione, è altrettanto vero che Palermo ne aveva bisogno. E lui lo sa bene. La B era importante, decisiva per il presente, fondamentale per il futuro. E ora Baldini merita di mangiare, bere e darsi alla pazza gioia con quei calciatori che in pochi mesi ha trattato come dei figli.

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