L'ANALISI

Palermo calcio, ora non si perda altro tempo

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Era un auspicio e insieme un appello, è stato raccolto - e ne siamo lieti - e probabilmente è anche un primo salvagente per il Palermo che così si tira momentaneamente fuori dalla melma in cui si è cacciato. E il calcio giocato non c’entra niente, perché lì il Palermo continua ad essere protagonista. L’auspicio-appello lanciato da questo giornale qualche giorno fa era che gli imprenditori palermitani facessero qualcosa per provare a salvare il Palermo. Adesso dalla penalizzazione, più in là definitivamente, portandolo fuori da quella melma in cui è finito per l’incapacità di sapersi gestire.

Il primo segnale è arrivato con la famiglia Mirri che ha trattato a più riprese con il «vecchio-nuovo management» Foschi - De Angeli per riuscire a districarsi dalla ragnatela di cavilli e impegni inseriti nei contratti da entrambe le parti. Il secondo segnale ha provato a darlo in extremis una cordata di imprenditori, raccolti dal presidente di Sicindustria, Alessandro Albanese. Un tentativo disperato per raggiungere una certa provvista (1,2-1,5 milioni di euro) per pagare gli stipendi ed evitare la dannata penalizzazione. Due tentativi lodevoli, che hanno dimostrato che la Palermo imprenditoriale si è svegliata e che tiene alla squadra della sua città. Ci fa piacere. E siamo ancora più contenti che il «salvagente» della famiglia Mirri sia finito nelle mani del naufrago. Dopo un lunghissimo tira e molla, ieri a tardissima sera pare che ci sia stata la fumata bianca nel conclave di viale del Fante.

Stamattina arrivano 2,8 milioni di euro sui conti del Palermo, poi potranno partire i bonifici per i giocatori, scongiurando così qualunque eventualità di penalizzazione. Amen. Un pensiero in meno per l'immediato (speriamo, la nottata è stata lunga...), per la città e per quei ventiduemila che hanno riempito il «Barbera» venerdì scorso. La speranza è che ci siano fino alla fine perché il Palermo ha bisogno dei tifosi, ancora più di prima, per portare a casa questa benedetta Serie A.

Chiuso questo (triste) capitolo degli stipendi, ora resta in piedi la madre di tutte le questioni. Foschi e la De Angeli non dovranno perdere tempo a vendere il Palermo. Al gruppo che c'è dietro Mirri o agli americani, cambia poco. L'importante è che si faccia una due diligence veloce e seria e che si tratti, ma senza impuntarsi sull’impossibile. Se si vuole dare un futuro al Palermo, qualcuno su qualcosa dovrà cedere. E quel qualcuno non potrà essere sempre chi prova a tirare il Palermo fuori dalla melma.

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