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Un'ora in fila per usare i bagni, domenica di caos sulla neve a Piano Battaglia

File chilometriche e più di un'ora di attesa per usare i bagni. Una storia che si ripete ogni weekend, a causa della chiusura degli impianti e della maggior parte delle strutture ricettive nella vallata. Così, per chi si reca a Piano Battaglia nei giorni di maggiore afflusso, soddisfare i propri bisogni fisiologici diventa un calvario.

“Siamo arrivati da Palermo con i pullman organizzati – spiega una turista, Sara Gugino - la prima tappa che avevamo in programma una volta arrivati era un bar per fare colazione ed un bagno per i nostri bisogni fisiologici. Il primo rifugio (il Rifugio Marini, ndr) era chiuso. Ci hanno quindi consigliato di scendere ancora un po' per raggiungere il Ristoro dello Scoiattolo. Ma quando siamo arrivati, la fila non permetteva nemmeno di vedere la porta del bagno.”.

Sempre aperto, “Il ristoro dello Scoiattolo” consente l'ingresso alla toilette solo previa consumazione. “Si può accedere al bagno solamente dopo aver consumato al bar – continua la turista -. I più giovani cercano un albero distante dai sentieri principali, ma molte persone spendono gran parte della loro giornata dietro ad una fila interminabile”.

“Fare accomodare tremila persone in due bagni non è facile – spiega il gestore del Rifugio Marini, Nicola Bencivinni - in più ci sono tutte le difficoltà collaterali. Quest'inverno ha nevicato e sono salite frotte di persone. La gente non riesce a parcheggiare, è nervosa. Arriva al rifugio Marini, deve fare due ore di fila per andare in bagno e il risultato è una recensione negativa”.

Il rifugio, quando aperto, mette a disposizione i servizi igienici ai non clienti, sotto pagamento di un tagliando di due euro. “I bagni del rifugio vengono assaltati da tremila persone – spiega Bencivinni - Mettiamo a disposizione quattro toilette esterne ma solo dietro il pagamento di un tagliando di due euro che possono scambiare alla cassa e ricevere quello che vogliono, come fanno in Austria”. Per chi soggiorna e consuma, al ristorante o al bar, i servizi igienici sono invece all'interno. Anche lì le file sono non indifferenti.

“Se siamo gli unici operatori – continua Bencivinni - in questa maniera, non possiamo lavorare bene”.
Ma nella vallata ci sarebbero anche altre strutture. C'è la struttura del Grifone di Legambiente, accessibile solo in alcune mattine. Ci sono anche i bagni gestiti dalla città Metropolitana di Palermo. Ultimati il 16 settembre scorso ma rimasti chiusi in attesa dell'allacciamento alla rete elettrica del fabbricato, richiesto dalla direzione competente, diretta dall'ingegnere Claudio Delfino, dal mese di luglio.

Tra autorizzazioni e nulla osta, la burocrazia blocca i turisti, in un territorio che vede le responsabilità contese tra più enti e Comuni. “Quest'anno la fruizione di Piano Battaglia è stata un po' problematica – afferma il sindaco di Petralia Sottana, Leonardo Neglia -. Stiamo lavorando insieme al Parco, agli altri comuni, all'assessorato regionale Territorio ambiente e alla città metropolitana per cercare di superare questo momento particolare”.

Per rendere più semplice la gestione dell'area sciabile, Piano Battaglia dovrebbe diventare un soggetto unico. “Stiamo cercando di affrontare la gestione in maniera organica – spiega Neglia - la collaborazione c'è sempre stata ma, così come è impostata, non è una gestione strategica”.

Secondo il primo cittadino, tra l'altro, i disagi non derivano solo da una limitazione dei servizi, ma anche e soprattutto da una limitazione fisica: gli spazi hanno difficoltà di per sé ad ospitare grandi flussi turistici. "L'idea potrebbe essere anche quella di far diventare Piano Battaglia una zona a traffico limitato – conclude il primo cittadino - gestendo le prenotazioni online, in modo da poter assicurare gli ingressi ed evitare ingorghi o mal funzionamenti, che ci sono stati soprattutto per chi arriva in auto nelle domeniche".

© Riproduzione riservata

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