stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Video Cronaca Coronavirus, terzo caso a Bagheria: "Trasferito al Cervello di Palermo"

Coronavirus, terzo caso a Bagheria: "Trasferito al Cervello di Palermo"

Un nuovo caso di coronavirus a Bagheria. Si tratta di un uomo di circa 70 anni che ha non alcun legame familiare con i precedenti casi di contagio. Ad annunciarlo in diretta Facebook il sindaco Filippo Maria Tripoli,

«E' un uomo sulla settantina che è già stato ricoverato all'ospedale Cervello di Palermo, che pare non avere febbre ma solo difficoltà respiratorie – ha detto Tripoli - il nuovo paziente non ha alcun legame familiare, di lavoro o altro con i precedenti due casi di contagio. Familiari e persone entrate in contatto con l'uomo sono state messe in isolamento come da protocollo».

Per quanto riguarda il primo paziente bagherese il sindaco ha riferito che adesso «sta molto,  è sfebbrato, solo ancora con quale difficoltà respiratoria e si aspettano i risultati dei tamponi fatti a parenti,  e sono risultati negativi al Covid-19 i tamponi effettuati su tutte le persone venute a contatto con il paziente del Rizzoli».

Il sindaco ha poi riepilogato le misure adottate dall'amministrazione comunale per combattere il Covid-19.  È attivo un esteso e continuo controllo del territorio, la città è stata divisa in sei zone che saranno presidiate da vigili urbani divisi in squadra, e oltre al controllo comunale e delle forze dell'ordine, si aggiungerà quello della corpo forestale che farà, da questo pomeriggio, un servizio di controllo del territorio, in sinergia con polizia municipale e altre forze dell'ordine.

«Non avremo l'esercito a Bagheria – ha poi aggiunto il sindaco – per il momento non c'è la possibilità. Sono impegnati su fronti più delicati e punti strategici della città di Palermo», ha riferito il primo cittadino.

Inoltre il sindaco informa circa la possibilità di realizzate a Bagheria «un “osservatorio breve”, un luogo individuato dalla Regione, dopo nota scritta da parte del Comune che segnala le strutture potenziali da utilizzare, una sorta di luogo per le attività di osservazione con tamponi di quei casi che potrebbero essere colpiti da coronavirus».

Tripoli ha inoltre firmato l'ordinanza n. 22 del 21 marzo 2020 con la quale dispone l’apertura di tutte le attività commerciali già autorizzate alla vendita, secondo le disposizioni dell’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11.03.2020, con orario continuato dalle ore 08,00 alle ore 17,00 dei giorni lavorativi della settimana.

Seguiranno questo orario solo gli esercizi di:

- Commercio di materiali elettrico, ferramenta,materiali vetrosi, materiali termo idraulici ed elettrico;
- Commercio di articoli igienico–sanitari;
- Commercio di articoli per illuminazione;
- Commercio di articoli di profumeria .detersivi ed igiene personale;
- Commercio di materiali per ottica e fotografia;
- Commercio di materiali combustibili per uso domestico e per autotrazione; attività di lavanderia e tintoria di tessuti;
- Commercio di materiali per ricambistica veicoli.

«Tutti saranno chiusi la domenica, così come anche i supermercati che hanno un orario autonomo nel corso della settimana. Resteranno aperti di domenica solo farmacie ed edicole».

«Continueremo con la sanificazione del territorio: prima con le aree più trafficate come zone dinanzi ai supermercati, sagrati delle chiese, ingressi della ASP, delle Poste, delle Banche, Inps, Agenzia delle entrate, Caritas – ha detto il sindaco – e appena sarà possibile ne faremo un'altra dedicata a tutta la città».

«Al governo sia nazionale che regionale stiamo ponendo una questione rispetto ad una crisi socio economica che sta colpendo non solo Bagheria ma tutta l'Italia -ha aggiunto Tripoli – c'è una fascia di popolazione che lavorava a giornata che non può fruire di ammortizzatori sociali, rispetta le restrizioni e non va a lavorare, ma deve dare da mangiare alla famiglia e a tal proposito ringrazio questi cittadini che stanno vivendo con grande dignità un momento di forte difficoltà e la Caritas che aiuta questi cittadini. Per loro ci vuole una misura nazionale e regionale perché i comuni non ce la fanno».

© Riproduzione riservata

PERSONE:

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X