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LA DENUNCIA

Coronavirus, altro contagio in un call center di Palermo: dipendenti a casa

Un caso di contagio al call center Comdata di via Ugo La Malfa, a Palermo. Si tratta di un dipendente che dall’11 era in malattia. L’esito del tampone per il coronavirus, al dipendente e alla moglie, anche lei positiva, è arrivato questa mattina all’alba. Una vicenda che ricorda quella di Almaviva, la cui sede è stata chiusa e una parte degli addetti opera in smart working.
I dipendenti di Comdata hanno ricevuto un messaggio di non presentarsi in ufficio per un caso accertato di Covid 19. Nell’azienda lavorano 150 addetti a tempo indeterminato, di cui 72 di WindTre in distacco, più gli interinali. L’Asp ha attivato le procedure e le due aziende hanno comunicato i nomi di tutti i dipendenti del sito.

I dipendenti, rimasti a casa, attendono di conoscere informazioni ufficiali sui controlli che saranno predisposti per la tutela di tutti i lavoratori e sulle misure che saranno predisposte per il proseguimento dell’attività. Forte preoccupazione serpeggia tra i lavoratori, da oggi a casa.

«Il decreto parla in prima battuta di lavoro agile e l’azienda avrebbe potuto già adottarlo, probabilmente ci stiamo muovendo in ritardo - dice una operatrice del call center Marilena Sansone, del direttivo Slc Cgil Palermo - dall’11 il collega non era più in azienda. L’ultimo giorno aveva una lieve influenza. In questo momento sappiamo solo che marito e moglie sono passati da un triage per l’eventuale ricovero. Alcune prescrizioni relative alla messa in sicurezza, come la distanza tra le postazioni sono state adottate. Abbiamo anche pranzato ognuno ai propri posti, evitato di prendere gli ascensori. Ma in questo momento nessuno di noi si sente sicuro e siamo tutti in pensiero per le nostre famiglie».

«Chiediamo che luoghi come i call center dove il lavoro si può svolgere a casa adottino lo smart working. Il ritardo da parte delle aziende rischia di mettere a repentaglio la vita dei lavoratori e questo non lo possiamo permettere - dice il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo - le due aziende intervengano al più presto con una risposta chiara che consenta di mettere in sicurezza tutti i lavoratori, anche gli interinali, nessuno escluso. La richiesta dello smart working è stata avanzata dai rappresentanti dei lavoratori un mese fa. Le aziende definiscano al più presto le operazioni di fattibilità per consentire a tutti i lavoratori di Comdata e a quelli di Windtre distaccati in Comdata di essere nelle condizioni di poter lavorare da remoto per garantire l’essenziale, l’assistenza ai clienti che segnalano guasti. Il profitto passi in questo momento in secondo piano rispetto all’esigenza della sicurezza dei lavoratori».

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