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Droga a Palermo, il vice questore: "Le donne ai vertici della rete di spaccio"

«Sicuramente quella delle donne è stata una presenza attiva all’interno dell’organizzazione. Entrambe le mogli di due arrestati, Miceli e Madonia, avevano un ruolo attivo, soprattutto perchè sapevano organizzare meglio dei loro mariti la distribuzione delle sostanze stupefacenti, e del ricavato dei soldi frutto dell’attività di spaccio». Lo ha detto nell'intervista video Lisa Iovanna, alla guida del commissariato Centro di via Bentivegna, in merito all’operazione Push Away.

Le mogli, inoltre, si occupavano anche di indicare le eventuali sanzioni per chi sgarrava. Ad esempio, «per chi tra i pusher chiedeva più della percentuale stabilita, o per chi era in ritardo nei pagamenti. Le sostanze stupefacenti venivano così vendute nel quartiere Borgo Vecchio, con centinaia di cessioni documentate dalla polizia, e «la clientela era un pò diversa da quella della classica movida».

Un’attività svolta all’ombra della mafia. «Ci troviamo nel quartiere Borgo Vecchio - prosegue Iovanna - ci sono elementi univoci che ci fanno dire che il controllo di Cosa nostra c'era».

Secondo gli inquirenti, l’organizzazione si regolava in questo modo: «Il grosso quantitativo dello stupefacente erano appannaggio dei coniugi Miceli, che si appoggiavano anche a una rete di spacciatori, ma che poi in gran parte lo distribuivano ai coniugi Madonia che avevano a loro volta dei pusher. I Miceli, tra i propri collaboratori, avevano persino una rete di minorenni utilizzati per la vendita, a cui avrebbero partecipato attivamente anche i figli».

Intervista a Lisa Iovanna, vice questore alla guida del commissariato Centro di via Bentivegna.

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