Palermo, dopo lo sgombero dal campo i rom nella villetta confiscata: "Qui senza luce né acqua"

All'indomani dello sgombero del campo rom di Palermo, i 14 nomadi trasferiti ieri in una villetta confiscata alla mafia in via Messina Montagne, in via B.C. 23, "chiedono scusa" ai vicini per il rogo appiccato ai rifiuti che hanno trovato.

I nomadi lamentano di essere nella villetta "senza luce né acqua. Anche i bagni sono tutti guasti e non possiamo utilizzarli. Chiediamo al Comune di intervenire".

E ancora, "Chiediamo scusa al vicinato per il rogo di ieri", dice Giovanni, uno dei rom intervistato nel video.

Concluso lo sgombero del campo rom di Palermo: via i 58 nomadi, per un mese andranno in hotel

Ma i residenti non vogliono saperne e da ieri hanno protestato per l'arrivo dei nomadi. "Noi non li vogliamo - hanno detto -. Sono arrivati da qualche ora e già hanno creato una nube nera che ha infestato la zona. La nostra zona è dimenticata dal Comune. Domenica prossima ci riuniremo al Baglio Favara Balate, residenti e proprietari, per stabilire una forma di lotta contro la decisione del Comune; ci riuniremo in associazione e decideremo le iniziative da adottare", ha annunciato un imprenditore che vive nella zona.

 

 

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