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Aspettando il Festino, alla Cala di Palermo si ricorda l'arrivo della peste del 1624

Si è svolto oggi pomeriggio, al Molo Sud della Cala di Palermo, il secondo appuntamento con #aspettandoilfestino2019.

Tema dell’evento la rievocazione storica dell’arrivo della peste a Palermo del 7 maggio 1624. Nello stesso giorno di 395 anni fa infatti approdava in città l'imbarcazione proveniente da Tunisi, il "vascello della redenzione dei cattivi" ovvero del riscatto dei cristiani prigionieri dei saraceni.

Le note storiche riportate raccontano che il Viceré Emanuele Filiberto, contro il parere generale per cui si sospettava che a bordo covasse la peste, ne permise l'attracco, "carico come era di mercanzie e ricchi doni a lui inviati dal Re di Tunisi", e la successiva discesa degli occupanti da cui poi si innescarono migliaia di morti in città.

Simbolicamente, al Molo Sud della Cala, la peste nera è arrivata attraverso le movenze della danzatrice Federica Marullo, portata via mare da un'imbarcazione fino a terra, e accolta dalle letture delle piccole Marta Castiglia e Marialisa Pagano, allieve della Scuola di Teatro "Putia d'Arte Malvina Franco", e dalle percussioni dei Tamburinai della Famiglia Aucello.

A seguire Don Gaetano Ceravolo, Reggente del Santuario di Santa Rosalia a Monte Pellegrino, e Girolamo Mazzola dell'Archivio Storico Comunale di Palermo, hanno condiviso con i tanti presenti racconti, fra storia e tradizione, del contagio del 1624.

Erano presenti tra gli altri Adham Darawsha, Assessore alle Culture del Comune di Palermo, Lollo Franco Direttore Artistico e Vincenzo Montanelli Direttore Organizzativo 395° Festino di Santa Rosalia.

Il calendario di appuntamenti di #aspettandoilfestino2019, novità del 395° Festino ideata da Vincenzo Montanelli e Lollo Franco, che prevede una serie di incontri di avvicinamento alla celebrazione finale del 14 luglio, proseguirà il 16 maggio al Museo Internazionale delle Marionette con la giornata di studi "Rosalia e le altre. Simboli del sacro femminile nel culto rosaliano" a cura del Professore Ignazio Buttitta.

© Riproduzione riservata

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