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«Era sempre disponibile»: la presidente del Consiglio comunale di Casteldaccia ricorda l'insegnante uccisa. Le foto del funerale

«Teresa era una persona affettuosa, sempre disponibile e sempre attenta ai problemi dei bambini e della scuola. Anche una persona piuttosto battagliera». Maria Giuseppa Di Salvo, presidente del Consiglio comunale di Casteldaccia, descrive così Teresa Spanò, insegnante morta che ha lasciato un vuoto non solamente nell’ambiente scolastico ma in tutta la comunità del centro confinante con Bagheria.

La figlia, rea confessa del delitto, è stata accompagnata in un centro minorile dove resterà fino a nuove disposizioni. «Teresa è qui a Casteldaccia da oltre 20 anni, era maestra di una delle mie nipoti, che oggi ha 30 anni. Questo fa capire da quanto tempo lei era all’interno della nostra comunità. Abbiamo una vecchia conoscenza anche perché Teresa, assieme alla vicepreside, si è sempre occupata della reggenza della scuola. C’è stato un anno in cui il dirigente scolastico non poteva essere sempre presente e lei, assieme alla vicepreside, lo hanno sostituito egregiamente».

Il presidente del Consiglio conosceva la maestra Spanò anche da mamma e da rappresentante dell’istituzione comunale, e il suo giudizio non è mai cambiato di una virgola, nonostante le molteplici occasioni di conoscenza tra le due: «Sapevo che aveva una figlia adolescente, ma non ha mai lasciato intravedere di avere problemi con lei. Era una persona dinamica e propositiva, anche per eventi come quello del Carnevale, come quello del 2020. Lei era sempre una persona che voleva essere coinvolta e che a sua volta coinvolgeva i suoi ragazzi. Nulla faceva presagire disagi familiari. O li sapeva nascondere bene o ci sono stati sviluppi improvvise».

La perdita di Teresa Spanò ha lasciato un segno che difficilmente verrà colmato: «Alla notizia della sua morte sono rimasta sconvolta, io come tutta la comunità del paese. Anche se Teresa era di Bagheria, dato che ha svolto la sua attività professionale nel nostro Comune da così tanto tempo era considerata come una casteldaccese adottata. Anche io sono mamma, anche io ho una ragazzina dell’età della figlia di Teresa. Credo – continua Di Salvo – che alla base ci possa essere qualche disagio giovanile che non avevano lasciato intravedere o magari c’era qualche problema psicologico. È chiaro che adesso c’è un lavoro che deve essere fatto nei confronti della ragazzina».

Tante ipotesi, tante congetture ma ancora nessuna verità sulla vicenda: «Voglio riprendere quello che ha detto il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli, e non me la sento di puntare il dito contro nessuno. È una tragedia così grande che coinvolge tutti e non ci sono spiegazioni logiche: c’è solo bisogno di approfondimenti condotti dalle persone competenti».

Nella veste di presidente del Consiglio, Maria Giuseppa Di Salvo ha specificato quelli che saranno i passi che l’amministrazione comunale farà per affrontare con la collettività questa tragedia: «Abbiamo dato la massima disponibilità alla direzione didattica per una fattiva partecipazione a qualunque evento la scuola intendesse organizzare. La situazione è molto complicata, abbiamo affrontato questi temi così complessi come quelli della violenza anche con i bambini della scuola elementare, organizzando convegni o riunioni sulla materia. In questo caso, visto che si trattava di una maestra che conoscevano direttamente, la situazione è più complessa».

Nella gallery le foto dei funerali di ieri a Bagheria (servizio di Alessandro Fucarini). Qui sotto il video

 

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