CIBO E SALUTE

Il cibo siciliano protegge l'organismo: «La dieta mediterranea vince ancora»

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Il ricercatore e volto noto della tv - Marco Bianchi - ha perorato la causa del mangiar sano anche a Palermo, tenendo lezione durante il seminario «Prevenire seduti a tavola»

PALERMO. Ha perorato la causa del mangiar sano anche a Palermo, tenendo lezione «Maurizio Ascoli» della facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo, in occasione del seminario «Prevenire seduti a tavola». Si tratta di Marco Bianchi, giovane ricercatore della Fondazione «Umberto Veronesi», chef autodidatta, per vocazione salutista e ormai celebre volto televisivo.

Laureato in Biochimica, Bianchi, in seguito ad un lavoro di ricerca durato ben 12 anni, ha intrapreso un sentiero, quello della divulgazione , che lo ha gradualmente e inevitabilmente condotto in cucina, dietro ai fornelli. Il suo approccio culinario, di stampo prettamente scientifico, ma sorprendentemente mai noioso, è riuscito a coinvolgere un vastissimo pubblico verso la scuola di una sana alimentazione: numerosi i libri di cui è autore , così come i programmi televisivi di cui è stato ospite.

Il ricercatore non ha deciso di aderire alle mode culinarie (vegan, crudiste o quant’altro). La sua proposta è, piuttosto, quella di una cucina della salute. «Porto in tavola - dice - tutti quegli alimenti che risultano protettivi per il nostro organismo, basandomi sulle indagini scientifiche del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro». Promuove quindi il consumo di latticini e pesce, invitando a ridimensionare considerevolmente il consumo delle carni rosse, statisticamente favorevoli alle insorgenze tumorali. Inoltre, promuove il consumo quotidiano di legumi, cereali e verdure, unito ad un po’ di moto almeno due volte alla settimana per 50 minuti. Ai numerosi nutrizionisti che insistono nel ribadire l’importanza delle proteine delle carni rosse, non reperibili altrove, Marco Bianchi risponde con un regime dietistico che si presenta senza alcun deficit proteico: la combinazione tra le proteine contenute in cereali e legumi e quelle proprie di pesci e latticini apporterebbe un soddisfacente patrimonio proteico.

«Lo stesso non può dirsi per la dieta vegana- spiega Bianchi- per seguire la quale è necessario, comunque, assumere adeguati integratori alimentari».
Secondo Bianchi, vivere in Sicilia è un vantaggio per chi vuol curare l’alimentazione: «La Sicilia ha un patrimonio che altre regioni non hanno: prodotti integrali, farine, prodotti caseari da pascolo e non da allevamento. Senza contare l’importante presenza della frutta secca e la grandissima risorsa del pesce azzurro». Quanto ai costi, «basta cambiare l'ordine degli addendi (in questo caso, degli ingredienti) e la spesa non cambia», Bianchi propone infatti una riorganizzazione della spesa quotidiana che tenga però conto anche del differente indice di sazietà dei vari cibi: una porzione di cereali porterà una sazietà maggiore, con una minor spesa, rispetto ad una porzione di insaccati. Infine, promossa la dieta mediterranea: «Dati scientifici alla mano, l’unica davvero in grado di proteggere il nostro organismo».

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