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Palermo, l'Amg rischia di perdere l'appalto dell'illuminazione: tremano 230 lavoratori

illuminazione pubblica, Domenico Macchiarella, Palermo, Politica
Operai dell'Amg al lavoro per la rimozione di vecchi pali dell'illuminazione a Mondello

La seduta di Consiglio comunale di ieri mattina, a Palermo, era convocata per affrontare il caso Amg Energia. La società partecipata che rischia di subire una pesante retrocessione perché una norma nazionale stabilisce che bisogna indagare il mercato sulle migliori condizioni economiche per fornire il servizio, cercando sostanzialmente su Consip. La questione, dunque, è che il contratto di servizio con il Comune - relativo alla manutenzione della pubblica illuminazione, dei semafori e degli impianti di climatizzazione, riscaldamento e illuminazione di uffici, scuole e strutture comunali - è scaduto il 3 dicembre del 2021 ed è stato prorogato di un anno e quindi sino al 3 dicembre, sabato prossimo.

Sul 2023 non vi sono certezze. Sembra che sia necessario rivolgersi al mercato per la migliore offerta possibile, ciò pone il rischio che Amg Energia possa essere esautorata dall’incarico. La gara Consip ha minime e residuali clausole sociali: la società ha circa 230 dipendenti e un centinaio si occupa del servizio pubblica illuminazione. Ma la perdita dell’asset illuminazione manderebbe in tilt l’intero sistema aziendale e porterebbe all’apertura di uno stato di crisi. Questo è ciò che la politica, i sindacati e gli stessi lavoratori temono. Questa la premessa per comprendere quale sia la posta in gioco. Domenico Macchiarella, precario presidente con una proroga delle funzioni di 90 giorni (in predicato di traslocare in Amat) ieri non si è presentato in Consiglio. Impegni pregressi. Probabilmente una scelta di posizionamento, in attesa che si chiarisca meglio il panorama.

L’assessore comunale Carta cerca di tranquillizzare. Ma sembra più un dovere d’ufficio. E in sostanza dice che non esiste un problema di copertura dell’eventuale nuovo contratto per l’azienda. Il punto è , però, che la gara Consip «può essere una potenziale slavina che, se non fermiamo, porta conseguenze che non vuole nessuno». Sostiene che «bisogna rallentare». La procedura, comunque, è stata già avviata dalla precedente amministrazione nel rispetto della legge che prevede la convenienza del mercato sui servizi offerti ai cittadini.

Concetta Amella, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, nutre perplessità: «Di fatto l’amministrazione ha inviato una direttiva ad Amg che mi sembra sostanzialmente uguale a quello che aveva fatto la vecchia giunta. E francamente mi pare poco rispetto a una delle più complesse vertenze che rischia di franarci addosso». Il consigliere Massimo Giaconia sostiene che «lo scoglio Consip deve potere essere aggirato». Mentre l’aula si svuota, Valentina Chinnici sbotta: «Non c’è più nessuno della maggioranza, spettacolo indecente». E il suo collega di Forza Italia, Gianluca Inzerillo, le dà ragione. «Faccio perfino fatica a intervenire, l’argomento è delicatissimo e avremmo dovuto essere oggi tutti presenti».

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