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Legionella, a Palermo ultimata la sanificazione della piscina comunale: incerti i tempi della riapertura

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La piscina comunale di Palermo

Non si ferma l'intervento di sanificazione nella piscina di viale del Fante, a Palermo, chiusa sabato scorso per la seconda volta in un anno dopo la scoperta di una infestazione di legionella. Il batterio che si annida nei luoghi umidi e laddove ristagnano le acque o ci sono vecchi impianti idrici. L'assessore comunale agli Impianti sportivi, Sabrina Figuccia, ieri ha fornito un nuovo aggiornamento sui lavori che si stanno conducendo.

«Lunedì – spiega - sono stati ultimati gli interventi di sanificazione degli impianti idrici della piscina, mentre adesso si sta provvedendo al risciacquo delle condutture e quindi al successivo campionamento dell'acqua in vari punti dell'impianto per verificare la piena efficacia dell'intervento». Oggi, invece, si concluderà la riparazione della vasca di compenso della piscina scoperta. «Così – conclude Figuccia - si potranno avviare le procedure di rimessa in funzione della stessa vasca in attesa della riapertura al pubblico. Intanto, si sta già provvedendo allo svuotamento della vasca al coperto e alla successiva sua pulizia».

La speranza è di accelerare i tempi di riapertura. Anche se almeno i dodici giorni che erano stati previsti subito dopo il provvedimento di chiusura probabilmente ci vorranno tutti.
Non dimentichiamo che a gennaio scorso, quando fu scoperta per la prima volta la legionellosi, si parlò di due settimane di tempo per i lavori. Passò un mese prima di rivedere tuffi e bracciate in acqua.

Sull’arco di permanenza di questo pericoloso e microscopio ospite, nulla si può dire con certezza. Basti pensare a quello che sta accadendo a Villa Niscemi. A fine del 2021 un dipendente comunale è stato ricoverato in ospedale e le analisi confermarono che era stato «aggredito» dalla legionellosi. Precipitosamente fu chiusa la sede di rappresentanza del Comune e da allora non ha mai più riaperto. A dicembre sarà un anno che Villa Niscemi è sbarrata al pubblico. Dopo gli interventi, anche di edilizia oltre che alle condutture idriche, l’Asp dovrà ripetere prelievi ed effettuare le analisi per potere dare il via libera alla riapertura degli uffici al momento spalmati qua è là tra le sedi comunali. Già sembra che i lavori siano costati qualcosa come 150 mila euro, ma ancora non si riesce ad avare la meglio sull’infestazione.

Ancora più di recente è toccato affrontare lo stesso problema all’Hotel Politeama, peraltro da poco ristrutturato, che è stato chiuso con un’ordinanza del sindaco. Per lo stesso problema un immobile di via Belmonte, dove hanno sede numerosi uffici, è tuttora impraticabile.

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