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VERSO LE ELEZIONI

Lagalla: l’unità del centrodestra a Palermo base per le regionali

«Il valore della ritrovata unità del centrodestra, che abbiamo raggiunto a Palermo in vista delle elezioni comunali, mi sembra un ottimo punto d’inizio, una buona base e credo che ci sia tutta la volontà di trovare questa unità anche per le prossime scadenze elettorali, a partire dalle regionali con un nome condiviso per la presidenza della Regione Siciliana. Personalmente credo si debba partire dall’uscente, se non fosse così bisognerebbe spiegare perché non dovrebbe essere ricandidato». Lo dice il professore Roberto Lagalla, ex assessore regionale all’istruzione ed ex rettore dell’Università di Palermo, candidato a sindaco di Palermo del centrodestra unito che in una lista civica a suo sostegno potrà contare anche sull’apporto dei candidati di Italia Viva. Sono stati giorni frenetici quelli appena passati ma finalmente nella notte tra martedì e mercoledì, è stato raggiunto l’accordo con il ritiro di Francesco Cascio, che era stato schierato dall’asse Forza Italia-Lega, e dell’autonomista Totò Lentini. Ieri il governatore Nello Musumeci si è detto «felicissimo» dell’intesa raggiunta. «Rinnovo i ringraziamenti al presidente che credo abbia espresso la sua soddisfazione per la ritrovata unità del centrodestra».
Sulla candidatura di Lagalla sono piovute le critiche da parte del candidato dell’area progressista Franco Miceli (Pd, M5s, Sinistra civica ecologista e movimenti civici) che lo ha accusato di essere sostenuto da Marcello Dell’Utri e Totò Cuffaro, ma il professore replica: «E’ vergognoso il comportamento di chi specula su queste cose, provo tanta pena per loro perché si tratta di una macchina del fango attivata da chi ha davvero pochi argomenti. Su Dell’Utri sono state valutazioni avvenute nell’ambito di un dibattito tutto interno a Forza Italia, mentre su Cuffaro ricordo che sono stato suo assessore, esiste un antico rapporto personale, è un uomo che ha sbagliato e che ha pagato il suo conto con la giustizia. La Dc Nuova è stata ammessa alle elezioni, ma in tanti già dimenticano che era stata anche ricercata dalla sinistra per un eventuale accordo».

Rifiuti e bilancio priorità del programma

«Avremo tempo per parlare di assessori nei prossimi incontri, abbiamo deciso di vederci tra lunedì e martedì prossimi, per riavviare il tavolo del centrodestra e la consultazione tra i partiti per la definizione del programma e delle prossime tappe in vista delle elezioni», continua Lagalla. L'ex rettore e assessore regionale  è molto chiaro sul percorso che va intrapreso: «Partiremo da 10 macrotematiche nel segno della discontinuità e di una progressiva e precisa volontà di cambiamento - dice - A Palermo ci sono esigenze urgenti e programmi di lungo periodo da avviare subito, mettendo sempre al centro i cittadini attraverso l’ascolto, la partecipazione, l’inclusione e la corresponsabilizzazione. Immagino un cambio di passo nel rapporto tra il Comune, l’amministrazione e i palermitani. Bisogna coinvolgere Università, Camera di Commercio e tutte quelle istituzioni del territorio che possono offrire un contributo concreto». Tra gli argomenti caldi il tema dei rifiuti, dell’abbandono di ingombranti e della raccolta differenziata che ha sempre stentato a decollare. «La presenza di masse di rifiuti in ogni parte della città - sottolinea Lagalla - è una delle espressioni più terribili del distacco tra l’attuale amministrazione e la città. Servono un progetto di sensibilizzazione, di riorganizzazione della raccolta e un potenziamento dei controlli, serve un patto sociale tra operatori economici, cittadini e amministrazione. I cittadini chiedono servizi. Va aumentata la percentuale molto bassa di differenziata che fino a oggi si pratica solo in alcuni quartieri, va estesa a tutta la città studiando forme di semplificazione». Altro nodo al pettine i conti del Comune che rischia il default. «Se non si parte dal dato di bilancio assolutamente veritiero ogni piano di riequilibrio è destinato al fallimento, si può accettare se fattibile e flessibile nella sua durata - precisa Lagalla -. Il bilancio deve avere requisiti di veridicità, serve una ‘due dilingencè, bisogna attivare un’azione di recupero delle tasse, soltanto una parte dei palermitani versa la Tari, l’Irpef che non si posso aumentare sempre a carico di chi onestamente paga, bisogna recuperare da chi non ha mai pagato».

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