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LE VERTENZE

Palermo, i tagli ai teatri Massimo e Biondo: il 2 aprile protesta in piazza Verdi

È in programma sabato 2 aprile, alle 17, in piazza Verdi, sulle scalinate del Teatro Massimo, la manifestazione indetta dai sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom-Uil e Fials- Cisal per la mobilitazione unitaria relativa alle vertenze del Teatro Massimo e Biondo di Palermo.

Della manifestazione si è parlato oggi (31 marzo), nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nel foyer del Teatro Massimo di Palermo, alla presenza, tra gli altri, del sovrintendente della Fondazione Marco Betta e della direttrice del Teatro Biondo, Pamela Villoresi. Sono intervenuti Marcello Cardella segretario Slc Cgil Palermo, Francesco Assisi segretario Fistel Cisl Sicilia, Giuseppe Tumminia segretario Uilcom-Uil Palermo e Antonio Barbagallo segretario Fials Palermo.

«Manifestiamo contro il mancato contributo da parte del comune di Palermo nei confronti dei teatri. Il teatro Massimo riceve un taglio del 75% su base biennale, cioè nel 2021 a noi non è arrivato il contributo da parte del comune di 2 milioni e 9 e sul 2022 c’è una grande incertezza, si parla di 1 milione e mezzo a fronte di 2 milioni e 2 previsti in bilancio». Lo ha detto il segretario della Fials di Palermo, Antonio Barbagallo, che ha proseguito: «Questo per il Teatro Massimo è un grande colpo – aggiunge - perché rappresenta il 10% dei finanziamenti totali che riceve in un anno. Abbiamo 380 unità, in quanto a personale, e questo significa una grande difficoltà per affrontare la stagione artistica e per pagare gli stipendi. Il Teatro Biondo è messo peggio, ci sono lavoratori che non percepiscono lo stipendio da due mesi. Il comune deve assolutamente porre rimedio a questo problema», conclude Barbagallo.

«Noi siamo molto preoccupati per i tagli rispetto al contributo che era previsto dal comune per il 2021e l’incertezza per il 2022. Vogliamo fare un appello a tutta la politica affinché la cultura non sia relegata sempre ad una fase di emergenza. Occorrono risposte certe perché i teatri hanno bisogno di certezze di risorse, altrimenti i teatri rischiano di diventare centri di distribuzione e non di produzione. Solo attraverso queste certezze noi possiamo garantire l’occupazione dei lavoratori», ha detto Marcello Cardella, segretario della Cgil di Palermo.

«Manifestiamo ancora una volta gli ennesimi tagli alla cultura. Il problema, infatti, è di origine culturale: l’arte e la cultura vengono considerati da qualcosa di marginale, di superfluo a differenza di stati come Germania e Inghilterra, ad esempio, dove la cultura non ha un apposito bilancio in Finanziaria ma viene messa in un fondo di d’emergenza straordinaria. – spiega Gianluca Gagliardi, della Fistel Cisl del Teatro Massimo - La nostra nazione è andata indietro: tra il ritardo della dotazione organica, la deroga alla legge Bonisoli, che dovrebbe tutelare il personale storico del teatro, invece dal primo luglio il personale storico rischia di essere licenziato e in più il motivo principale e la mancata contribuzione da parte del comune. Ci siamo trovati con un taglio di 2 milioni e 9 nel 2021. Il Teatro Biondo è sul lastrico, i lavoratori sono senza stipendio da febbraio».

«Noi chiediamo dati strutturali e risorse certe perché queste aziende sono state ristrutturate nel 2015 e basta levare un contributo a queste istituzioni che si sancisce il loro default. Il concetto è semplice, se io programmo la mia attività e mi manco il 30 o il 40% di queste risorse io vado in bancarotta – ha detto Giuseppe Tumminia, segretario della Uil si Palermo - Il teatro è un punto di aggregazione culturale, che da lavoro a tante persone, sia in forma diretta che in forma di indotto. Qui confluiscono centinaia di turisti che ogni giorno vengono a visitare questo tempio della lirica. Il Teatro Biondo dopo 3 anni di mancata erogazione era stato messo da noi nuovamente in sicurezza. Adesso è arrivato nuovamente il taglio».

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