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Comunali a Palermo, caos a sinistra sul ritiro di Miceli: "Siamo nella palude, la politica è morta"

di
Adriano Varrica, Franco Miceli, Giusto Catania, Leoluca Orlando, Ninni Terminelli, Pippo Zappulla, Palermo, Politica
Ninni Terminelli

Prima la rinuncia e adesso i partiti gli chiedono un passo indietro. Nello psicodramma della sinistra palermitana in cerca di un candidato per il capoluogo siciliano il protagonista è Franco Miceli, il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, che in meno di 48 ore è passato dall'essere candidato numero uno, poi ritirato, all'essere di nuovo richiamato per governare Palazzo delle Aquile.

Miceli, forte dell'appoggio del Pd, del M5S e della Sinistra Civica Ecologista di Giusto Catania fino ad un paio di giorni fa viaggiava a gonfie vele verso una candidatura per correre alla successione di Leoluca Orlando che sembrava assolutamente pacifica. Ma sembrava che tutti lo volessero e nessuno si facesse avanti per dire ufficialmente che sarebbe stato lui l'uomo della coalizione giallo-rossa per il Comune di Palermo.

Così ieri (10 marzo) Franco Miceli ha inviato una nota ai giornalisti per ritirare la sua candidatura. Da qui la svolta, che arriva da tutti i fronti politici della coalizione da cui il professionista è appoggiato. Ninni Terminelli, presidente della Sinistra delle Idee, è tranchant: "Non possiamo pagare sempre le lotte interne al Pd. Qui c’è in gioco il futuro di Palermo. La politica è morta. E va rifondata". Secondo l'ex consigliere comunale del Pd: "Su di lui (Miceli, ndr) si sono aperti i fuochi incrociati delle correnti del Pd e l’ipocrisia dei puristi del metodo, impegnati a guardare il dito e non la luna".

Sulla vicenda interviene anche Adriano Varrica del M5S: "Continuo ad alimentare la speranza - dicwe - che, con generosità e lungimiranza, si faccia di tutto per fare cambiare idea a Franco Miceli e per costruire un percorso utile per la città. In caso contrario il tempo sarà galantuomo ed emergerà chiaramente chi ha lavorato per Palermo e chi per i propri interessi personali e politici".

L'assessore alla Viabilità Giusto Catania, leader di Sinistra Civica Ecologista e fra i maggiori sponsor sin dall'inizio di Miceli, ha lanciato una assemblea per sabato 12 marzo alle 16 a Villa Filippina. Il titolo dell'incontro non lascia spazio a dubbi: "Basta egoismi e personalismi, c’è una grande opportunità per la città".

"La situazione politica palermitana - dice - si complica a causa di evidenti responsabilità delle forze politiche e sociali che non colgono l’opportunità e la potenzialità di una candidatura come quella di Franco Miceli. Non ci rassegniamo all’idea di consegnare la città alla destra né a logiche politiciste che sacrificano Palermo sull’altare di equilibri nazionali o di scambi con le elezioni regionali. Riteniamo che siano dannosi per la città i personalismi e gli egoismi di parte".

Contro lo stop a Miceli anche Articolo Uno, con il segretario regionale Pippo Zappulla: "Si esca dalla palude delle divisioni interne e dei tatticismi, è il tempo delle decisioni responsabili e coerenti. È sconcertante quanto sta accadendo a Palermo e in Sicilia. Al centro-sinistra e, in particolare, al Pd e al M5s rivolgo un appello affinché si ponga fine alle divisioni interne, ai tentativi maldestri di scambi a tavolino, delle alleanze innaturali spacciate per campo largo, perché non è più il tempo delle furbizie ma delle decisioni responsabili e coerenti".

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