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LA MANIFESTAZIONE

Inchiesta Blutec, sindaci e operai insieme per il futuro dell'ex Fiat: il 22 marzo corteo a Termini Imerese

È stata un'assemblea gremita, quella che si è svolta nel pomeriggio in piazza Duomo, nella sede istituzionale del Comune di Termini Imerese. C'erano i  sindaci del comprensorio madonita, i sindacati e gli operai. L'inchiesta su Blutec ha stravolto un'intera comunità. Si pensa al futuro dei 700 lavoratori dello stabilimento, tra i 570 cassa integrati e i 130 che erano stati riassorbiti dalla società ora finita nella bufera.

L'assemblea ha deciso una grande manifestazione il 22 marzo a Termini Imerese per chiedere certezze sul futuro della fabbrica e degli operai. Intanto, i sindaci tornano a sollecitare il governo nazionale per un impegno concreto, chiedendo al ministro Di Maio di anticipare l'incontro al Mise fissato per il 9 aprile. Domani una delegazione dovrebbe incontrare il vice presidente dell'assemblea siciliana Giancarlo Cancelleri.

A sostegno dei lavoratori Blutec, scendono in campo i metalmeccanici della provincia di Palermo, che hanno proclamato per venerdì prossimo lo sciopero di un'ora. L’astensione dal lavoro, un’ora, a fine turno, è stata proclamata dalla Fiom Cgil, la Fim Cisl e la Uilm Uil di Palermo.

«E' vergognoso quello che sta accadendo alla Blutec. Il rilancio dello stabilimento si è trasformato nell’ennesima beffa per i lavoratori, che alla fine si ritrovano a pagare le spese della mala gestione manageriale - dicono i segretari generali palermitani dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm, Angela Biondi, Ludovico Guercio e Vincenzo Comella - Il governo deve intervenire convocando al più presto tutte le parti per impedire l'ennesimo disastro industriale in un territorio già fortemente penalizzato. Tutti i lavoratori metalmeccanici di Palermo e della provincia, da Carini alle Madonie, sono solidali con il dramma che stanno vivendo i lavoratori della Blutec di Termini Imerese, in una zona emblematica della deindustrializzazione da tempo in corso in tutto il nostro territorio».

Nel frattempo, spunta la bozza di un protocollo d'intesa fra Blutec e la cinese Jiayuan, produttrice di auto, per un piano da 50 milioni per il rilancio dell'ex stabilimento Fiat di Termini Imerese chiuso dal novembre 2011. La notizia è riportata dal Corriere.it, che ha pubblicato il testo del protocollo d'intesa (memorandum of understanding) che avrebbe dovuto essere sottoscritto in occasione della visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping, il 21 marzo.

Il documento, già redatto dalla parte cinese, secondo l’anticipazione, doveva essere firmato dal capo di Metec - di cui Blutec fa parte - Roberto Ginatta, arrestato ieri e posto ai domiciliari per la presunta malversazione di 16 dei 21 milioni di euro di fondi ricevuti da Invitalia. L’ordine di arresto è stato emesso anche nei confronti dell’amministratore delegato di Blutec, Cosimo Di Cursi, che attualmente si trova in Brasile e che starebbe tornando in Italia.

Il Gip, dopo il sequestro della società, ha nominato amministratore giudiziario il commercialista Giuseppe Glorioso, in mano al quale passerà ora anche questa partita. Secondo l’anticipazione, la bozza di protocollo d’intesa "prevede di negoziare il passaggio dell’uso della fabbrica ai cinesi, che avrebbero prodotto 50 mila auto elettriche in tre anni destinate al mercato europeo, nonché un investimento da 50 milioni di euro congiunto di Blutec e Jiayuan o di altri investitori che sarebbero stati coinvolti nel rilancio dello stabilimento».

Blutec - scrive il Corriere - lo scorso giugno aveva raggiunto con Invitalia un accordo su una transazione che prevede la restituzione rateizzata dei 16,5 milioni e la contestuale concessione di nuovi finanziamenti per procedere negli investimenti. Ma da mesi mancherebbe l’ok del ministero dello Sviluppo economico per la firma della transazione.

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