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Fiat, si riaccendono le speranze a Termini Imerese

I lavoratori hanno giudicato positiva l'intesa che prevede l'assunzione di tutti i lavoratori ex Fiat e la partenza degli investimenti per produzione dell'auto elettrica e ibrida

ROMA. I lavoratori di Fiat di Termini Imerese e dell'indotto hanno giudicato positiva l'intesa raggiunta nella serata di ieri al Ministero dello Sviluppo economico, che prevede l'assunzione di tutti i lavoratori ex Fiat e la partenza degli investimenti per produzione dell'auto elettrica e ibrida. Ne dà notizia il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano in una nota.

«Abbiamo ribadito in assemblea l'importanza dell'intesa raggiunta anche per i lavoratori dell'indotto. Abbiamo evitato i licenziamenti e costruito le condizioni per la reindustrializzazione di un territorio in forte crisi, nello stesso tempo abbiamo costruito le condizioni per dare le risposte anche per i 250 lavoratori dell'indotto. Su
questo aspetto - conclude - noi e i lavoratori chiediamo alla Regione e al Governo attraverso all'accordo di dare concretezza alle soluzioni industriali che da tempo ci vengono promessi».

«Il risultato delle assemblee di fabbrica di Termini Imerese ci conferma nella strada che abbiamo imboccato». Così il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti commenta il sì che viene dalle riunioninell'impianto palermitano all'accordo di massima raggiunto ieri al Mise per la ripartenza, dopo quattro anni di chiusura, del sito ex Fiat.

«Insieme, ora - prosegue in una nota - dobbiamo mettercela tutta perchè la possibilità che Termini Imerese riparta, assicurando un futuro produttivo allo stabilimento e al territorio, diventi in breve tempo una realtà».
«Per questo - conclude De Vincenti- servono l'impegno e la responsabilità di ognuno di noi, Governo e istituzioni,  imprese, lavoratori e loro rappresentanze. La gestione delle prossime scadenze, a cominciare dal confronto tra azienda e sindacati, sarà molto importante per consentire all'investitore Grifa di accelerare al massimo il processo che dovrà portare alla fabbricazione di automobili».

«Il Comune di Palermo con tanti comuni dell'area metropolitana, con il pieno sostegno dell'Anci
Sicilia, ha condiviso e sostenuto in questi anni l'impegno di lavoratori e sindacati per la salvaguardia dello sviluppo industriale e della occupazione nel termitano, a seguito della fine di attività della Fiat a Termini Imerese. La prospettiva adesso sembra poter essere positiva e concreta; è necessario che governo nazionale e regionale facciano ancora la loro parte per attività e lavoratori dello stabilimento e dell'indotto e per un programma di sviluppo dell'intera area». Lo dice il presidente il Anci Sicilia e sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

 

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