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POESIA

Il palermitano Alessio Arena finalista al premio Dostoevskij con il libro "La vena verde"

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Un omaggio ai ‘’diversi’’ di ogni epoca, umiliati, rinnegati e spesso isolati. Il poeta palermitano Alessio Arena, già autore di numerose raccolte di poesie e saggi e vincitore di altrettanti premi e riconoscimenti, si è classificato al terzo posto del premio internazionale Dostoevskij (sezione Teatro) con il suo libro “La vena verde. Liberamente ispirato alle lettere di Maria Antonietta Portolano Pirandello” edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, accompagnato dalla copertina di Mattia Pirandello e dalla postfazione di Fabrizio Catalano.

La conferma, ancora una volta, della vocazione della casa editrice salentina nell’individuare le eccellenze giovani del panorama culturale italiano.

La giuria, ha assegnato il prestigioso premio letterario nell’ambito delle celebrazioni del secondo centenario della nascita di Fëdor Dostoevskij, scegliendo tra centinaia di opere candidate.

"Un traguardo importante, si tratta di un riconoscimento internazionale dato al mio testo d’esordio come drammaturgo per il teatro. Sono felice che arrivi proprio per un testo ai diversi di ogni epoca e luogo, che ancora oggi vengono discriminati e relegati ai margini della società dai potenti di turno. La vena verde è un atto d’amore: un amore mancato, sofferto, fragile, contraddittorio, ma comunque amore. La storia è inventata dal sottoscritto, ma, nonostante questo, è più vera del reale. Ho cercato di raccontare, almeno in parte, la disperazione, la rabbia, le nostalgie e le passioni contraddittorie di una delle tante donne che sono state prigioniere di una casa di cura e di custodia. Attraverso la sua voce, ho voluto soprattutto trasmettere l’urlo dei diversi di ogni genere, epoca e luogo che sempre sono stati strategicamente relegati ai margini delle società dai potenti di turno".

L’io poetico e l’autore. E il dolore della fine di un amore.

"Cosa c’è di autobiografico? Forse inconsciamente c’è qualcosa. Ma non è scontato, consequenziale. Per me è fondamentale scindere tra l’io poetico e l’autore, non sono due cose sempre collegate. E’ un po’ il gioco che ho fatto con questo personaggio. Ho cercato di ‘sentirla’ questa voce, un tipo di lavoro che si fa sul testo che non sempre riguarda la prosa. È un testo pensato per essere ascoltato. Ho immaginato questa donna che si rivolgeva ad un pubblico altro, non identificabile in una sola persona. La fine di ogni amore è un lutto. Quando finisce un amore abbiamo la paura che tutto il nostro mondo finirà con lui, e in effetti con lui finisce una parte di noi. Nonostante sia inevitabile pensarlo, non è così. Cambiamo e cambia anche il nostro modo di amare, e troviamo nuovi modi di vivere, di essere felici".

Il giovane poeta palermitano cultore di storia del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo e, dal 2020, di letteratura e filosofia del teatro, di storia dello spettacolo e di storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, non conosce interruzioni. Una passione e vocazione che lo rendono, nel campo della letteratura, operoso divoratore seriale di pagine: da leggere e da scrivere.

Il futuro

‘’Sto scrivendo molto, anche generi nuovi. Sto incrociando e sperimentando il più possibile. La mia idea è quella di intraprendere un dialogo con i lettori attraverso strade nuove".

Alessio Arena è nato a Palermo il 12 ottobre 1996. Nel 2018 si è laureato in Lettere presso l’Università degli Studi di Palermo. Nel 2020 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze storiche presso l’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 2018 conduce «La biblioteca di Babele», rubrica di lingua e cultura italiana trasmessa dalla Radio Nazionale argentina. Dal 2019 è cultore di storia del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2020 è cultore di letteratura e filosofia del teatro, di storia dello spettacolo e di storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale tra cui nel 2016 il I Premio Internazionale «Salvatore Quasimodo», nel 2018 il Premio «Virgilio Giordano» e il Premio «Italia Giovane» a Roma, nel 2019 il premio internazionale della World Poetry Conference in India e nel 2020 il Premio «Costa Normanna» della Fondazione Maison France-Italie.

È, inoltre, curatore della collana di poesia contemporanea “Metro” per la casa editrice Edity. Ha pubblicato in numerose riviste e antologie poesie e articoli scientifici e divulgativi di argomento letterario, artistico, teatrale, linguistico e storico.

Ha pubblicato numerosi libri, tra cui cinque raccolte di poesie e due saggi. Alcune sue opere sono state tradotte in spagnolo, in arabo e in inglese. Nel 2014 ha curato la raccolta di poesie scritte da Nino Quaranta, intitolata «Poesie rustiche».

Nel 2015 pubblica la raccolta «Discorsi da caffè». Nel 2016 pubblica la raccolta «Cassetti in disordine» (Mohicani Edizioni) e la raccolta «Lettere dal Terzo Millennio» (Mohicani Edizioni). Nel 2017 pubblica la raccolta «Campi aperti» (Edizioni Ex Libris). Nel 2018 pubblica il saggio «Il mondo a ribaltone. Il teatro nel gesto di Dario Fo» (Edizioni Ex Libris). Nel 2019 pubblica la raccolta «Il cielo in due» (Edizioni Ex Libris). Nello stesso anno pubblica, con Elisa Iacovo, il libro-intervista «L’importante è che non diventi un’abitudine» (Anscarichae Domus). Nel 2020 pubblica il saggio «Nero accidentale» (Palermo University Press). Nello stesso anno ha pubblicato il libro «La vena verde» (IQdB Edizioni).

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