L'8 SETTEMBRE

Alturestival, a Monreale la serata finale: va in scena lo spettacolo “Effimere”

Giunge alla sua conclusione la terza edizione di Alturestival, festival dedicato alla natura, arti e culture tra i monti di Sicilia, organizzato dal Club Alpino Siciliano dall’associazione Formedonda e da Le Due Sicilie srl.

Sarà il progetto musicale “Effimere” ideato da Paolo Tofani insieme ai musicisti Mario Crispi e Giovanni Floreani, in collaborazione con l’attrice Daniela Gattorno a concludere il festival, domenica alle 21.30, al Castellaccio di Monreale.

Il concerto sarà preceduto alle 18 da una passeggiata ecologica di risalita del sentiero nord ovest di Monte Caputo, con partenza e raduno presso la Forneria Messina di San Martino delle Scale.

Effimere è un progetto che si snoda partendo dalle note di viaggio di Paolo Tofani Krsna Prema, celebre chitarrista del gruppo musicale Area, che si fondono con testi di Wislawa Szymborska e Virginia Wolf. Voce narrante è l’attrice Daniela Gattorno, insieme allo stesso Paolo Tofani. Le ricerche sonore e i canti sono a cura di Giovanni Floreani, musicista degli Strepitz e i contributi musicali di Mario Crispi, fondatore degli Agricantus.

Il progetto è una riflessione poetico-musicale che condensa le esperienze professionali e i percorsi individuale degli artisti.

“Il momento storico che stiamo vivendo annuncia radicali cambiamenti, il declino che ci sovrasta è talmente esplicito che qualunque essere umano di buon senso comprende la necessità di porre in essere una profonda riflessione sui grandi temi del Mistero Umano. - spiegano gli artisti -. Il magico strumento dell’Arte, del quale abbiamo il privilegio di poter utilizzare, ci permette di comunicare e stimolare flussi riflessivi. I suoni e la loro evoluzione, che appartengono alle nostre singolarità e alle nostre condivisioni, avvolgono , sottolineano, enfatizzano un tracciato composto da pensieri, memorie, annotazioni frutto delle nostre letture e delle nostre ricerche. Sono molte le suggestioni che possiamo cogliere dalla
conoscenza che ci è stata regalata da grandi uomini che ci hanno preceduto - sottolineano - dai cosiddetti Maestri ai quali dovremmo sempre fare riferimento. Le infinite energie che può far scaturire la nostra mente, l’emancipazione dalle paure della morte, il “vedere nel non vedere”, ovvero l’avvicinarsi al livello superiore trascendendo dalla conoscenza intellettuale, le quattro vie di Gurdijeff, solo per citare alcuni illustri esempi”.

Paolo Tofani Krsna Prem Das, già chitarrista della band sperimentale degli anni ‘70 Area, vive per la quasi totalità dell’anno in India. Dal 1978 è monaco Vaisnava e condivide la spiritualità con la musica alla quale ha dedicato la sua vita fin dai suoi primi successi con la band dei Califfi.

Giovanni Floreani, approda alla musica negli anni ‘60 e dopo avere vissuto tutto il percorso Beat, Prog e Funk conosce la musica tradizionale che approfondisce ed elabora nel Friuli Venezia Giulia, dove vive. Nel 1999 fonda la band Strepitz, da qualche anno “open project” ovvero un laboratorio aperto a musicisti, filosofi, intellettuali ed artisti.

Mario Crispi, virtuoso suonatore di strumenti a fiato, vive a Palermo ed è un profondo conoscitore della cultura mediterranea. Fondatore del gruppo Agricantus propone progetti musicali di estremo interesse miscelando con discrezione e arguzia i suoni tradizionali e naturali a quelli elettronici.

Daniela Gattorno, attrice di lunga esperienza, ha mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo attraverso il circo. Vive e lavora a Trieste ed è esperta nel teatro per ragazzi, ma si esprime con professionalità e sicurezza in ambiti teatrali diversi. Da qualche anno fa parte di un trio di canterine che propone i grandi classici del canto femminile nelle risaie e dei canti partigiani.

“Il progetto effimere è il bisogno di identificarsi attraverso l’immagine di sé che accompagna l’uomo da sempre. Oggi il desiderio si fa urgenza da soddisfare istantaneamente. Milioni di istantanee, immagini nate dal desiderio di marcare la propria esistenza, sono destinate invece ad un’effimera durata nel tempo, le immagini si moltiplicano banalizzando ciò che riflettono. Ciò che un tempo diventava memoria oggi si fa oblio”.

© Riproduzione riservata

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