L'INTERVISTA

Lino Banfi, a Palermo una «Serata d’onore» dedicata a nonno Libero

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«Vorrei rivedere il sindaco Orlando che ho conosciuto anni fa. E conoscere il presidente Crocetta, mi sta simpatico credo sia uno che si dà da fare e di questi tempi non è facile, soprattutto al Sud»

PALERMO. Dalla commedia sexy all’allenatore nel pallone, da Pasquale Zagaria a nonno Libero, vecchio comunista. Lino Banfi tra poco compirà ottant’anni, ma ha una memoria di ferro, un accento pugliese indelebile e una simpatia irresistibile, con quel tocco di malinconia tutta meridionale. Gustavo ed Ernesto Scirè hanno costruito per lui una vera e propria «Serata d’onore», in omaggio ai vecchi tempi, domenica alle 18 al Teatro Golden. E Banfi ricorda: «Conobbi Gustavo a Roma, cercava lavoro dopo essersi laureato in legge, al seguito di Franchi e Ingrassia. Voleva tentare lo spettacolo, ma la tournée non faceva per lui e ritornò a Palermo. Siamo rimasti amici e quando mi ha chiamato, sono volato, cercavo solo una scusa per ritornare in Sicilia. Ho chiesto solo che mi paghino in ricci di mare».

Non è stagione… «Faccio un appello: pescate ricci per Banfi. Oppure, Banfi chiede la grazia ai palermitani, meno mafia e più frutti di mare. Sono ittico dipendente».

Altri desideri?
«Vorrei rivedere il sindaco Orlando che ho conosciuto anni fa. E conoscere il presidente Crocetta, mi sta simpatico credo sia uno che si dà da fare e di questi tempi non è facile, soprattutto al Sud».

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