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Fiamme a un impianto della discarica di Bellolampo, per la Rap «incendio spento». Ma è polemica - VIDEO

Una nube di fumo nero visibile da molte zone della città. A fuoco, dice l'azienda, ramaglie che erano coperte in attesa di essere triturate. Ma le immagini mostrano che il rogo ha colpito il Tmb

Ancora incendi a Palermo. Un rogo è scoppiato nella discarica di Bellolampo, già colpita duramente a luglio, quando le fiamme provocarono un allarme diossina cessato solo nei giorni scorsi. L'incendio di oggi, 22 settembre, ha fatto salire in cielo una nube di fumo nero, visibile da molte zone del capoluogo siciliano.

Nel primo pomeriggio la Rap, l’azienda che si occupa del ciclo dei rifiuti nel capoluogo della Sicilia, ha assicurato che «l’incendio divampato nella discarica di Bellolampo è stato spento dalle nostre maestranze. Fortunatamente ogni pericolo è scongiurato». La Rap poco prima aveva precisato che si è trattato di un «principio di incendio, accanto all’impianto di trattamento meccanico biologico, in una parte della discarica non funzionante».  Le fiamme erano comunque circoscritte. Sono andate a fuoco delle ramaglie che erano coperte in attesa di essere triturate.

Da alcuni video che sono cominciati a circolare questo pomeriggio, si scorge un incendio che ha «aggredito» una parte del Tmb in manutenzione in cui sono state depositate ramaglie a quintali non smaltite. Secondo le informazioni in nostro possesso, la triturazione del materiale era stata esternalizzato a una ditta. Ma il contratto si è concluso, l'impresa è andata via col suo tritovagliatore e agli sfalci delle potature rimasti si sono sommate quelle delle attività del verde urbano via via prodotte. Al momento non è chiaro capire quali siano i danni alla struttura.

Nella gestione dei rifiuti, si apprende leggendo Wikipedia, il trattamento meccanico-biologico (Tmb) è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (e/o residuali dopo la raccolta differenziata) che sfrutta l'abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Appositi macchinari separano la frazione umida (l'organico da bioessicare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti, ecc.); quest'ultima frazione può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (Cdr) rimuovendo i materiali incombustibili.

L’incendio ha anche scatenato polemiche. «Adesso - dichiara il consigliere comunale Mariangela Di Gangi - è è finalmente chiaro perché da luglio il sindaco si sottrae al confronto con l'Aula sul tema degli incendi. Non aveva alcunché da comunicare perché nulla è stato fatto per prevenirli, soprattutto a Bellolampo. Ne risponde certamente la Rap, ma ne risponde il sindaco come socio unico». Di Gangi prosegue, affermando che «mentre l'azienda corre veloce verso il fallimento, continuano i disservizi in città e continuano incendi devastanti, prima in discarica e ora, fatto forse ancora più grave, in una zona al coperto del Tmb, oltre ai roghi di rifiuti che colpiscono soprattutto le aree più marginali della città. Sarebbe peraltro gravissimo che sull'incendio al Tmb si sia cercato di minimizzare i rischi sanitari, parlando di "ramaglie" quando sembrerebbe evidente dalle immagini già presenti online che le fiamme hanno attaccato il capannone principale nel quale avviene la prima fase del trattamento e nel quale sono quindi presenti rifiuti di ogni tipo. Ancora una volta, quindi, si prospetta formazione di diossina e rischi per la salute che non possono essere sottaciuti o sminuiti. Chiedo al presidente Tantillo di essere garante dei diritti del Consiglio comunale e per esso del diritto alla conoscenza di tutti i cittadini e tutte le cittadine: convochi il sindaco in Aula senza ulteriori indugi».

 

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