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Palermo, fra consiglieri architetti e mogli imprenditrici è bagarre sulla commissione Urbanistica

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Antonio Rini

Oggi a Palermo è il giorno delle commissioni consiliari. Si insediano e come primo atto devono eleggere il presidente. La maggioranza non ha problemi di numeri e non lascerà spazi vuoti. Ma, come nelle migliori tradizioni, già si spandono i primi veleni ad ammorbare il clima. Le opposizioni prendono di mira Antonio Rini, Fratelli d'Italia, indicato come presidente dell'Urbanistica. Per dire che ci sono elementi che consiglierebbero prudenza sulla sua nomina. La moglie, Agostina Porcaro, è vicepresidente nazionale di Ance giovani, l'associazione che riunisce le imprese edili. E in questo incarico c'è chi vede un motivo ostativo che dovrebbe suggerire a Rini, che peraltro è anche sindaco di Ventimiglia di Sicilia, di rinunciare all’incarico. Il diretto interessato alza le spalle e tira dritto: «Macché – dice -, non esiste una legge, un regolamento che in qualche modo possa suggerire il sospetto di una inconciliabilità. Mia moglie – continua Rini - fa parte di un'associazione privata che nelle questioni dell'edilizia non deve dare pareri, fornire autorizzazioni, rilasciare permessi: zero, parliamo del nulla. Siamo davvero di fronte a una polemica del tutto surreale».

Ma andiamo con ordine. Venerdì mattina Giulio Tantillo, presidente del Consiglio comunale, dopo molti giorni di mediazione, aveva trovato la quadra e letto tutti i nomi dei componenti delle sette commissioni consultive. Ovviamente, sotto traccia c'è un accordo di maggioranza su chi dovrà guidarle. Precisamente: i meloniani Fabrizio Ferrara al Bilancio e Antonio Rini alla seconda Urbanistica. A Forza Italia Ottavio Zacco e Pasquale Terrani rispettivamente alla sesta commissione Attività Produttive e alla settima Personale. Alla terza commissione, Società Partecipate, il presidente sarà il leghista Alessandro Anello, alla quarta (Solidarietà sociale) Salvo Imperiale della Democrazia Cristiana. Alla quinta, Pubblica Istruzione, va Salvo Alotta consigliere eletto nella Lista Lagalla.

Il capogruppo del Pd, Rosario Arcoleo, è stato chiaro sulle perplessità che mantiene sull’operazione: «Così si parte col piede sbagliato - dice -. Pur non essendoci una norma che vieti a Rini di occupare quella poltrona all’Urbanistica, non si potrà non convenire che avere la consorte in un ruolo di vertice di un organismo che si occupa di costruzioni ed edilizia rappresenta un problema. Come sappiamo quella commissione nella passata consiliatura è stata quella finita nel mirino degli inquirenti. Vediamo di evitare qualsiasi tipo di commistione».

Sulla questione interviene anche Giulia Argiroffi, consigliera di Oso e componente della stessa commissione: «Non dubito della correttezza e integrità del collega Rini - dice - ma ritengo che sia inopportuna la sua candidatura, dato che tra i temi di sua competenza ha i lavori pubblici e l'edilizia privata e pubblica, che sono gli stessi ambiti di interesse professionale della moglie, ingegnere e imprenditrice e con un ruolo rappresentativo all'interno dell'Ance. È evidente che si tratta di questioni che in famiglia si troveranno inevitabilmente ad affrontare da punti di vista differenti, l'uno come persecutore e garante dell'interesse pubblico, l'altra come persecutrice e garante del suo legittimo interesse professionale personale e di categoria, nell'ambito dello stesso territorio».

L’esponente di Fratelli d’Italia - che in commissione sarà presente assieme al collega di partito Giuseppe Milazzo - non fa passi indietro. «Mi viene da sorridere - spiega - per il fatto che non si pongano ad esempio problemi di opportunità a Franco Miceli, presidente nazionale degli architetti, che sarà nella stessa commissione da vicepresidente. Così come la stessa collega Argiroffi, che di mestiere fa l’architetto. Perché?».

 

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