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INDAGA LA POLIZIA

Palermo, spaccata la vetrina di un'ottica di via Maqueda: è il secondo colpo in sei mesi

Secondo colpo in un'ottica di Palermo nel giro di sei mesi. Ignoti la scorsa notte hanno infranto la vetrina dell'Ottica Minacapelli in via Maqueda al civico 280, sono entrati nel negozio e hanno portato via circa 50 montature da vista e da sole. Lo scorso luglio, nello stessa attività, si è registrato analogo furto. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia che stanno indagando per risalire agli autori dell'irruzione.

"Nonostante le difficoltà nel fare impresa in questo periodo contrassegnato dalla diffusione del Covid, siamo costretti a subire questi spregevoli episodi - è l'amaro sfogo del titolare dell'ottica, Vito  Minacapelli - . Nel giro di sei mesi abbiamo subito un furto simile. Lo scorso luglio ignoti sono entrati nella nostra attività compiendo un furto. Il Covid non ci aiuta e il territorio non ci aiuta. Fare impresa è eroico di questi tempi ma non voglio essere un eroe, voglio solo lavorare serenamente".

 

Il presidente di Assoimpresa: "Vile gesto"

"Esprimiamo solidarietà e vicinanza ma allo stesso tempo anche amarezza per il vile gesto ai danni del nostro vicepresidente Vito Minacapelli e della sua famiglia - è il commento di Mario Attinasi, presidente di Assoimpresa -. Ancora una volta il negozio di via Maqueda, in pieno centro di Palermo, è stato preso di mira da criminali senza scrupoi, scassinando l'ampia vetrata e rubando tutta la merce all'interno dell'attività commerciale. Un durissimo colpo, soprattutto in questo difficile momento storico, dove sei un eroe se riesci a mantenere in vita l'impresa. Vito Minacapelli ha sempre creduto nel rilancio economico e sociale della città di Palermo facendo della serietà professionale e della gentilezza alcuni dei principali cardini del suo modello di vita. Facciamo un accorato appello alle forze dell'ordine e alle istituzioni - conclude Attinasi - poiché in questi momenti occorre stare a fianco alle imprese e sostenerle in tutti i modi possibili, perché non possiamo permettere a dei delinquenti di mettere a repentaglio il lavoro delle aziende e delle persone oneste".

 

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