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INCIDENTE PROBATORIO

Palermo, gli abusi al centro sportivo: sentito il bambino di 7 anni

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Palermo, Cronaca
Il centro sportivo della guardia di finanza dove si sarebbero consumati gli abusi

La testimonianza di un bimbo di sette anni, il più piccolo del gruppo che avrebbe subito abusi da parte dell’allenatore, un brigadiere della finanza, durante un campo estivo a Palermo, ha concluso ieri l’incidente probatorio. L’interrogatorio del piccolo, assistito assieme al fratellino più grande dall’avvocato e criminologa Assunta Claudia Corrao, avrebbe sostanzialmente convalidato la ricostruzione che era stata fatta dagli agenti della squadra mobile che ad agosto hanno arrestato il militare con l’accusa di violenza sessuale.

Gli abusi sarebbero avvenuti nei confronti degli allievi della scuola calcio delle Fiamme gialle di Palermo, tutti maschietti tra i 7 e i 12 anni. Al tempo dei fatti il brigadiere allenava la squadra di calcetto dei piccoli. Secondo le ricostruzioni, Gianfranco Cascone, 54 anni, avrebbe approfittato del divieto di stazionamento nell’impianto imposto ai genitori dei piccoli dalle regole anti-Covid 19 per operare una sistematica molestia su tutti. Palpeggiamenti nelle parti intime davanti ai compagnetti che in più di una occasione sarebbero istintivamente intervenuti per distogliere la vittima di turno dalle attenzioni particolari dell’uomo. Le molestie sarebbero avvenute più o meno sempre con le stesse modalità: mentre i bambini sguazzavano nella piscina gonfiabile del centro di via Messina Marine o sulla panchina a bordo campo.

L’avvocato Corrao ha posto al piccolo una serie di domande volte a cristallizzare la natura pedofila dell’indagato davanti al gip Nicola Aiello, al pm Giorgia Righi, agli avvocati Laura Lima, difensore di altre piccole vittime e Bonsignore che rappresenta l’indagato che ieri ha rinunciato a presenziare all’ultimo incidente probatorio.

Il finanziere aveva confessato gli abusi sessuali in un lungo racconto, ammettendo i palpeggiamenti nei confronti dei minori, spacciati in realtà per un gioco, un modo per stare insieme: li attirava a sé, se li metteva sulle ginocchia e li toccava. Si trattava della seconda udienza: la prima si era svolta il 20 ottobre e vi avevano partecipato 7 bimbi tra i 9 ed i 12 anni, alcuni come parti lese, altri come testimoni in grado però di fornire particolari importanti. Uno di loro nel corso dell’esame ha detto che anche lui aveva dovuto subire le pesanti «attenzioni» del mister e dunque il numero delle presunte vittime è aumentato. Ora si attende la relazione della psicologa del Tribunale per decidere la data del rinvio a giudizio.

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