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PASSO DI RIGANO

Spaccio davanti alle scuole a Palermo, la droga chiamata "calzettone"

Giovani ma già capaci di gestire la rete dello spaccio a Passo di Rigano a Palermo. Enrico Barone di 27 anni e Pietro Pizzurro di 22, sono ritenuti i nomi di spicco dell'organizzazione sgominata nell'operazione Chartago dei carabinieri.

I due, secondo quanto emerso dalle indagini, rivestivano una posizione paritaria nella gestione della piazza dello spaccio, entrambi ritenuti capi promotori. Sono stati identificati con certezza grazie all'analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato in via Cartagine, considerata la centrale operativa dell'attività. In particolare la villetta comunale, a pochi passi dall'istituto comprensivo Michelangelo Buonarroti, era il luogo prediletto dagli indagati per fare affari e discutere dello spaccio, una sorta di ufficio all'aria aperta.

La ricerca dei canali di approvvigionamento della droga era una tra le competenze di Barone e Pizzurro, come emerge dalle conversazioni intercettate dai carabinieri. Rilevanti i dialoghi sulla mancanza di sostanza stupefacente che a gennaio del 2019 aveva determinato un momento di fibrillazione. La difficoltà nel reperimento della droga aveva costretto Barone e Pizzurro a cercare linee di rifornimento anche in altri quartieri, a causa dell'urgenza del rifornimento (Vai... vallo a buttare che io sto andando alla "Noce ". A me non mi interessa niente! Che io sono rimasto senza niente).

Le intercettazioni: la droga chiamata "calzettone"

Dalle conversazioni fra i coinvolti nell'operazione Chartago emerge come la droga venisse indicata con il termine "calzettone". "Me lo puoi uscire un calzettone... blu... quello che ti ho dato stasera?", dice Barone in un dialogo intercettato con Giuseppe Aiello, 30 anni, finito ai domiciliari.

Definire la droga attraverso il riferimento a indumenti di biancheria intima (in particolare il calzettone) con le relative differenziazioni cromatiche, era una modalità che si ripeteva sistematicamente nelle comunicazioni tra i membri dell'organizzazione, in particolare tra Pizzurro, Barone e Aiello.

Nelle conversazioni Pizzurro lamentava la mancata disponibilità dei "calzettoni arancioni". "Non me ne hai messo calzettoni 4 arancioni stamattina". "Perchè ...perchè ce n 'erano due neri! Hai capito?". Il colore dei "calzettoni" tra l'altro, corrisponde agli involucri contenenti le varie dosi di sostanza stupefacente confezionate singolarmente rinvenute nell'abitazione e all'interno dell'auto di Aiello durante le operazioni di perquisizione.

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