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LA PROTESTA

Palermo, stop alla settimana corta al Vittorio Emanuele III: assenze di massa tra gli studenti

scuola, Palermo, Cronaca
Vittorio Emanuele III, Palermo

L'assenza di massa di oggi era nell'aria all'Istituto Tecnico Industriale di Palermo e al suono della campanella si è verificata. Pochi gli studenti che sono entrati in classe nel primo sabato di lezione dopo lo stop alla settimana corta.

Una protesta silenziosa ma che sicuramente fa più rumore di cori e urla. Gli studenti con la loro assenza ribadiscono il no alla decisione del dirigente scolastico, Carmelo Ciringione, che due settimane fa con una circolare aveva revocato il provvedimento approvato lo scorso ottobre che prevedeva la settimana corta. Sul gruppo Facebook della scuola già nei giorni scorsi si ventilava l'idea di non far entrare i propri figli in classe, mentre c'è chi proponeva di andare ma protestare in cortile e chi ancora che a scendere in campo dovrebbero essere i genitori.

Lo scorso 22 novembre, proprio all'inizio della settimana che ricontemplava il sabato scolastico, gli studenti avevano deciso di protestare riunendosi nell'area dove si svolge educazione fisica all'aperto. Il dirigente scolastico aveva ricevuto i rappresentati degli studenti e di istituto, spiegando loro il perchè della decisione. Una motivazione chiara fin dalla circolare: "Si pone qualche perplessità sull’avvio in anno in corso della nuova organizzazione didattica su cinque giorni, per eventuali effetti di possibile contenzioso". In pratica, la nuova organizzazione, seppur deliberata dal collegio dei docenti e dal consiglio di istituto, non potrebbe essere introdotta in corso d'anno e ciò potrebbe portare ad eventuali possibili contenziosi.

Quali risvolti avrà l'assenza di massa? Alcuni genitori temono una nota negativa, altri pensano che non sia la strada giusta per tornare alla settimana corta perchè alcuni studenti comunque sono entrati in classe, rendendo vana o meno forte la presa di posizione degli altri. Una vicenda che continuerà anche nei prossimi giorni e che vede genitori e studenti fermi sulle proprie convinzioni: "Sì alla settimana corta".

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