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PALERMO

Borsellino, gli studenti custodi della memoria del giudice: in via D'Amelio gli alunni delle periferie

Dalla scuola, dai giovanissimi, ha inizio il percorso di legalità contro ogni forma di mafia. La memoria di Paolo Borsellino, il giudice ucciso dalla mafia 29 anni fa in via D'Amelio, a Palermo, è consegnata ai bambini delle scuole dei quartieri disagiati di San Filippo Neri (ex Zen) e San Giovanni Apostolo (ex Cep), protagonisti stamattina con un presidio della memoria, curato dal Centro studi Paolo e Rita Borsellino.

In via D'Amelio è in corso il programma della commemorazione con l'intervento dal palchetto montato vicino all'Albero della Pace dei componenti delle scorte sopravvissuti alle stragi e dei familiari delle vittime di mafia. Nel pomeriggio, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando consegnerà la cittadinanza onoraria al capo della polizia Lamberto Giannini. Alle 19 seguirà una fiaccolata con partenza da via D'Amelio.

E stamattina il sindaco di Palermo Leoluca Orlando con l'assessore alla Scuola Giovanna Marano, hanno partecipato all'iniziativa "Coloriamo via D'Amelio", la manifestazione organizzata in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio, dove il 19 luglio del 1992 persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli.

"Partecipare a Coloriamo via D'Amelio, insieme ai bambini - ha detto il sindaco - significa testimoniare il profondo cambiamento della città non governata più dalla mafia. E che si apre al futuro con i loro sorrisi, la loro gioia e con l'Albero della Pace, simbolo di speranza e di cambiamento. La scuola fa comprendere com'è diversa e migliore la vita senza la criminalità mafiosa".

L'assessore Marano ha sottolineato "l'importanza che attività creative, laboratori e animazioni rivolte a bambini e ragazzi assumono nel processo di costruzione della memoria e della legalità. La presenza ancora una volta di migliaia di ragazzi e ragazze, di bambini e bambine, di tanti laboratori educativi cittadini è un grande elemento di speranza per il futuro di Palermo e un segnale del cambiamento culturale già in atto e irreversibile. Partecipazione e ricordo - ha concluso - sono elementi fondamentali affinché i giovani possano sviluppare senso civico e coltivare la cultura della vita".

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