
Le bare in attesa nei depositi del cimitero dei Rotoli di Palermo, ieri, erano 636, poi scalate nel primo pomeriggio a 630. Gli operai della Reset - scrive Connie Transirico sul Giornale di Sicilia oggi in edicola - hanno tumulato sei defunti che avevano le sepolture private. E sono stati «liberati», dopo lo spurgo dalla tombe revocate, altri 14 posti che da domani, se i familiari del caro estinto ancora senza eterno riposo verseranno 800 euro al Comune per accaparrarsi lo spazio, potranno essere occupati.
L’emergenza ora è stata presa di petto dal consiglio comunale che ha fortemente voluto lo stanziamento di oltre 3 milioni e mezzo di euro nel bilancio per affrontare una volta per tutte il problema cronico della mancanza di sepolture. Che però non si annuncia di facile e sopratutto rapida soluzione.
Arrivata intanto sul fotofinish dell’anno scorso (30 dicembre) la nomina del nuovo rup, l’architetto Francesco Savarino, che dovrà avviare l’iter per il revamping o rifunzionalizzazione del forno crematorio fermo da aprile scorso e per il quale c’è già copertura finanziaria con la delibera che stanziava prima dell’estate circa 200 mila euro per la manutenzione straordinaria.

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