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I buttafuori della mafia a Palermo, raid punitivi contro chi non sta alle "regole"

Cosimo Calì, il presunto capo dell'organizzazione mafiosa che imponeva i buttafuori a diversi locali della movida palermitana, avrebbe minacciato con una pistola il titolare della società di vigilanza "Lion Security srl" perché gli avrebbe fatto pagare ogni "vigilante" 20 euro, più di quanto avrebbe fatto con gli altri.

Dalle intercettazioni emergono nuovi dettagli sull'inchiesta "Octopus", che martedì scorso ha portato all'arresto di 11 persone, fra cui lo stesso Calì.

"Ora vi faccio vedere dove spunta il sole, tutto sottosopra, le stavano abbuscando, perché poi, sono andato con il ferretto - si legge nel testo di un'intercettazione pubblicata sul Giornale di Sicilia di oggi - , perché chiunque si fosse intromesso sarebbe stato picchiato, poteva essere pure Gesù Cristo! Io avevo il ferretto sotto il giubbotto e ho sbattuto il ferretto nel ferro e gli ho fatto capire, come a dire: vi rompo le corna stasera!".

Mafia e locali notturni a Palermo, nomi e foto degli 11 arrestati

Uno dei tanti episodi che testimonia la violenza con cui il gruppo, con minacce pesanti, imponeva i servizi di sicurezza alle proprie condizioni.

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