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Palermo, imponevano i buttafuori alle discoteche: condannati il boss Mulè e suo cognato

Il gup del tribunale di Palermo, Donata Di Sarno, ha condannato a 6 anni il boss del mandamento di Porta Nuova, Massimo Mulè, e a 5 anni e 4 mesi il cognato, Vincenzo Di Grazia.

Concesso uno sconto di pena

Il giudice, che ha concesso lo sconto previsto per il rito abbreviato, ha ritenuto entrambi colpevoli nell’ambito del processo Octopus, denominazione riferita ai tentacoli della mafia sulle discoteche del capoluogo siciliano, costrette a pagare il pizzo attraverso l’imposizione di uomini di vigilanza vicini a Cosa nostra. Un sistema che veniva attuato sia per le serate nei locali pubblici che per le feste e gli eventi privati. Le vicende risalgono al periodo compreso tra il 2014 e il 2018.

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