L'OPERAZIONE

Carini, la mafia teneva sotto scacco le imprese: blitz con nove arresti, Antonino Di Maggio a capo del clan

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Duro colpo alla famiglia mafiosa di Carini. Nove persone sono state arrestate questa mattina dagli agenti della quadra mobile di Palermo, misure disposte dal gip di Palermo, su richiesta della Dda guidata da Francesco Lo Voi.

Tra le accuse l'associazione mafiosa e la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini spaccio.

Le indagini hanno evidenziato come gli uomini della cosca di Carini controllassero in modo capillare il territorio di riferimento, attraverso estorsioni ad imprenditori e commercianti, già prima di intraprendere qualsiasi attività. I boss chiedevano loro una sorta di autorizzazione preventiva da parte della famiglia.

Mafia, colpo al clan di Carini: le foto degli arrestati all'uscita dalla squadra mobile

In carcere nomi storici del clan ma anche figure emergenti o personaggi venuti alla ribalta dopo le intercettazioni o i racconti dei collaboratori di giustizia. Considerato al vertice della famiglia mafiosa di Carini Antonino Di Maggio, 55 anni, di Torretta, il cui nome era già comparso nell'indagine che tre anni fa portò all'arresto di Alessandro Bono, titolare di un'agenzia funebre che gestiva un traffico internazionale di stupefacenti con i colombiani.

In carcere anche Vincenzo Passafiume, 69 anni, Salvatore Amato, 68 anni, Antonino Vaccarella, 39 anni, Salvatore Lo Bianco, 25 anni, Giuseppe Daricca, 29 anni e Giuseppe Patti, 45 anni. La misura della custodia cautelare in carcere riguarda anche, appunto, Antonino Di Maggio, Fabio Daricca e Alessandro Bono, già detenuti.

Nel corso delle indagini, in un immobile abbandonato a Villagrazia di Carini, base operativa del clan, sono state sequestrate alcune partite di cocaina e le attrezzature necessarie per pesare e confezionare la sostanza.

La droga era infatti uno degli affari più redditizi per il clan: negli ultimi anni a Carini sono stati messi a segno i più grossi sequestri di droga. Il più grosso pochi mesi fa nella zona industriale: 1470 chili di hashish che viaggiavano sui tir.
L'organizzazione curava anche l'importazione di cocaina dal Sud America.

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